Il Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale e il Consorzio della Bonifica Parmense, al termine delle verifiche e delle integrazioni, hanno completato l’iter procedurale del Documento di valutazione delle alternative progettuali (DocFap) relativo alla cosiddetta “diga di Vetto”, concludendo così il procedimento avviato nell’autunno del 2023 con la definizione del quadro complessivo dell’intervento e proseguito con la successiva stipula della convenzione con la quale tutti gli enti istituzionali coinvolti nel progetto (Regione Emilia-Romagna, Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Atersir e i due consorzi di bonifica) hanno concordato condizioni e modalità per la stesura del documento.
Come già anticipato a settembre, al momento della consegna dello studio, il DocFap ha stabilito che sussistono le condizioni tecniche, economiche e di sostenibilità ambientale per la realizzazione di un invaso lungo il corso del torrente Enza tra i territori comunali di Vetto, in provincia di Reggio, e di Neviano degli Arduini, in provincia di Parma, in corrispondenza della stretta di Vetto. Tale soluzione è stata ritenuta la più idonea rispetto alle altre alternative progettuali, che prevedevano invece due invasi sugli affluenti Lonza e Bardea e uno alla stretta delle Gazze.
Si stima che l’invaso di Vetto, oggetto di analisi approfondite, avrà una capacità complessiva di oltre 86 milioni di metri cubi d’acqua, di cui oltre 70 milioni regolabili a fini irrigui, potabili, industriali e del rispetto delle normative relative al deflusso minimo vitale ed ecologico. Il costo complessivo dell’opera è stato calcolato in 519 milioni di euro.
Come previsto dalla normativa vigente per la realizzazione di opere pubbliche di questa rilevanza, i contenuti del DocFap, che saranno immediatamente consegnati nelle mani del commissario straordinario per la diga di Vetto, il professor Stefano Orlandini, nominato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dovranno ora essere oggetto di un dibattito pubblico prima di proseguire l’attività progettuale.
“Siamo estremamente soddisfatti di questo risultato fondamentale”, ha commentato Lorenzo Catellani, presidente del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale: “Con la conclusione del DocFap si è formalmente chiusa la prima e complessa fase progettuale di un’opera strategica e vitale per il futuro idrico del nostro territorio. Questo traguardo è il frutto di un lavoro rigoroso e di una forte sinergia tra enti. Voglio sottolineare che la realizzazione di questa prima fase è stata resa possibile grazie al fondamentale impegno economico congiunto dei Consorzi e della Regione Emilia-Romagna, un segnale chiaro dell’importanza che questa infrastruttura riveste per la sicurezza idraulica e l’approvvigionamento delle nostre comunità e del settore agricolo”.
Un ringraziamento particolare, ha aggiunto Catellani, “va alla professionalità e alla competenza dimostrata dai nostri staff. Hanno affrontato con uno sforzo straordinario l’ingente mole di dati tecnici richiesta da un documento di questa complessità. Esprimo la più profonda gratitudine a tutto il personale coinvolto, e in particolare all’ingegner Pietro Torri del Consorzio Emilia Centrale, il nostro responsabile unico del procedimento, per la sua dedizione e l’eccellente coordinamento del progetto. La realizzazione dell’invaso non è solo una risposta tecnica alla siccità, ma è un atto di responsabilità verso le future generazioni”.






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