Era stato scarcerato la mattina stessa dalla casa circondariale di Reggio, ma nel giro di poche ore è nuovamente finito in arresto. L’incredibile vicenda è avvenuta giovedì 11 settembre a Scandiano ed è finita con le manette ai polsi di un uomo di 30 anni, residente nella cittadina reggiana, che dovrà ora rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.
Nel pomeriggio l’uomo, poche ore dopo essere tornato libero, si è presentato in un bar di Scandiano in evidente stato di alterazione per l’abuso di alcol e ha iniziato a infastidire gli altri avventori, tanto da costringere la barista a richiedere l’aiuto dei carabinieri.
I militari, viste le condizioni del trentenne, in stato confusionale e molto agitato, hanno richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, che una volta giunto sul posto però si è trovato in difficoltà a interloquire con l’uomo, che si è mostrato aggressivo anche nei loro confronti. Per questo motivo, per gestire la situazione è stato necessario l’arrivo di una seconda pattuglia di carabinieri e degli agenti della polizia locale di Scandiano, che finalmente lo hanno convinto a farsi assistere e lo hanno accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Magati per sottoporlo a una visita di controllo.
Qui, però, è improvvisamente esplosa la furia dell’uomo, che – senza apparente motivo – è tornato a essere aggressivo nei confronti del personale medico e infermieristico e ha iniziato a danneggiare gli arredi del pronto soccorso: prima ha impugnato e lanciato un porta-flebo, poi ha scaraventato un appendiabiti contro un muro, spezzandolo e danneggiando anche una porta divisoria dell’area d’attesa. Infine, ha aggredito i carabinieri che erano intervenuti per cercare di calmarlo, causando a questi ultimi lesioni giudicate guaribili tra i 7 e i 15 giorni.
Anche una volta ammanettato, l’uomo ha continuato a dimenarsi con veemenza, opponendo una forte resistenza a chiunque gli passasse vicino: solo la somministrazione di diversi tranquillanti ha consentito di riportare la situazione sotto controllo. Dopo aver finalmente ricevuto le cure necessarie, il trentenne è stato condotto in caserma, dove è stato dichiarato in arresto.






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