È stato il tempestivo intervento di una fedele a sventare il tentativo di furto di uno sconosciuto che, armato di piede di porco, aveva messo nel mirino la cassetta delle elemosine ancorata al muro esterno della cappella dell’adorazione eucaristica perpetua di San Martino in Rio.
Grazie alla memoria della donna, e a una seconda testimone che pure aveva assistito alla scena, i carabinieri sono riusciti a risalire al presunto responsabile del gesto: un uomo di 40 anni, residente proprio nel paese reggiano, che è stato denunciato con l’accusa di tentato furto aggravato.
L’origine dei fatti risale alla tarda mattinata del 10 agosto scorso: poco prima delle 13.30 alcuni rumori inconsueti provenienti dall’esterno della cappella di via don Guido Iorio hanno insospettito una donna che, in quel momento, si trovava all’interno del luogo di culto. La signora, uscita per verificare cosa stesse accadendo, ha sorpreso un uomo che stava cercando di forzare con un piede di porco la cassetta delle elemosine. Vistosi scoperto, il malintenzionato si è dato precipitosamente alla fuga in sella a una bici.
La donna, a quel punto, ha immediatamente segnalato l’episodio al 112. Sul posto è intervenuta una pattuglia di carabinieri della stazione di San Martino in Rio: i militari hanno avviato le ricerche del responsabile, senza tuttavia riuscire a rintracciarlo nell’immediato.
Oltre alla ricostruzione della persona che aveva sorpreso il ladro, i carabinieri hanno raccolto anche la testimonianza di una seconda donna, che si trovava nei pressi della cappella al momento dei fatti, riuscendo così a ottenere una descrizione più dettagliata dell’autore del tentato furto.
Le indicazioni fornite dalle due testimoni hanno consentito ai militari di concentrare le attenzioni investigative su un quarantenne del posto, già noto alle forze dell’ordine, che corrispondeva in pieno alla descrizione. Ulteriori elementi a carico di quest’ultimo sono poi emersi dai successivi riconoscimenti fotografici: entrambe le testimoni, infatti, lo hanno riconosciuto come la persona che aveva provato a forzare la cassetta delle elemosine della cappella dell’adorazione eucaristica perpetua.







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