"Smentisco tutto": ha risposto così, con due parole, il procuratore generale di Bologna Ignazio De Francisci, interpellato sull’indiscrezione – riportata dalla stampa bolognese – secondo la quale l’inchiesta sui mandanti della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna non sarebbe più contro ignoti.
Stando ai rumors, ora smentiti da De Francisci, la procura generale (che nei mesi scorsi ha avocato a sé il fascicolo mandato verso l’archiviazione dalla procura ordinaria) avrebbe iscritto alcuni nomi nel registro degli indagati dopo aver sentito testimoni e aver fatto rogatorie in Svizzera sui conti correnti riconducibili al capo della loggia P2 Licio Gelli, morto nel 2015 e condannato per i depistaggi sulla strage. Gli indagati, sempre secondo l’indiscrezione poi smentita, sarebbero dunque state persone gravitanti intorno allo stesso ex Venerabile. All’indagine lavorano i carabinieri del Ros, la Digos e la Guardia di Finanza.







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Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.