Sono stati resi noti – pur se ancora incompleti – gli esiti del monitoraggio effettuato da Arpae e Ausl dopo il devastante incendio che nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi ha distrutto l’area dello stabilimento di lavorazione delle carni Inalca (ex Unibon) in via Due Canali a Reggio.
Nei primi giorni sotto osservazione, l’analisi dei dati sulla qualità dell’aria registrati dalle stazioni fisse e mobili di rilevamento non ha evidenziato particolari criticità: le stazioni fisse (la più vicina all’incendio si trova a circa 1,5 km di distanza in linea d’aria) non hanno fatto registrare variazioni nelle concentrazioni degli inquinanti che possano essere riconducibili all’evento. Tutti i valori degli inquinanti rilevati sono risultati al di sotto dei limiti di legge e in linea con le concentrazioni tipiche del periodo.
Secondo Arpae e Ausl, non risultano richieste di assistenza sanitaria per sintomatologia irritativa o infiammatoria, presumibilmente per la durata relativamente breve della fase emergenziale e grazie al rispetto, da parte delle persone residenti nella zona, delle indicazioni fornite dalle istituzioni (mantenere le finestre chiuse, non svolgere attività all’aperto in prossimità della zona interessata dall’incendio).
Da una prima valutazione dei dati a disposizione, dunque, essendosi trattato di un’esposizione considerata di breve durata, per di più in assenza del congenere 2,3,7,8-T4CDD (tetraclorodiossina), cancerogeno, per Ausl e Arpae “è improbabile che si verifichino effetti cronici nocivi sulla salute delle persone”.
Al momento le uniche misure precauzionali consigliate consistono nel lavare accuratamente frutta e verdura eventualmente coltivate nell’area vicina all’incendio e nell’areare regolarmente gli ambienti domestici. Il monitoraggio di Arpae e Azienda Usl-Irccs di Reggio, in ogni caso, proseguirà anche nei prossimi giorni.






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