“Se negli anni ’70 mi avessero detto che saremmo arrivati a questo, con un rischio nucleare e l’intelligenza artificiale, non ci avrei creduto. La guerra dovrebbe diventare un tabù”. Vasco Rossi lancia il suo appello dalla sala Buzzati del Corriere della Sera, alla presenza di un centinaio di persone che lo accolgono urlando “Vasco sindaco!”.
C’è anche quello vero, Beppe Sala, che consegna al cantautore la pergamena della città in segno di riconoscenza per i record musicali ed emotivi infranti in questi decenni. “Siamo di fronte a uno dei personaggi più importanti della storia di Milano – dice Sala – anche più dei sindaci che ci sono stati”. Non è solo esercizio di umiltà, il primo cittadino riconosce di essere di fronte a un “supervissuto”, come bene celebra la serie in onda su Netflix. Ma la serie a cui Vasco tiene di più è la sequenza di concerti che terrà allo stadio San Siro a partire dal 7 giugno: 7 live che portano a 36 gli show totali nel tempio musicale milanese. Mai nessuno come lui.






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