La cultura della mediazione come strumento di gestione dei conflitti fra i giovani, a partire dalle scuole.
Il tema è al centro di un progetto, che vede il coinvolgimento della garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Emilia-Romagna Claudia Giudici, oltre a quella del Piemonte, che ha l’obiettivo di coinvolgere il numero più elevato possibile di studenti emiliano-romagnoli e piemontesi. Del progetto si è parlato in occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, in un incontro organizzato dall’associazione EssereUmani. Al centro dell’incontro il contributo di Agnese Moro e le esperienze raccontate da diverse scuole.
“Tutte le dinamiche conflittuali, in particolare quelle che riguardano fenomeni di bullismo, se non vengono affrontate celermente rischiano di degenerare: quando ci si rende conto del problema, spesso l’escalation ha già raggiunto un livello tale da rendere difficile, se non impossibile, il ristabilirsi di una situazione pacifica” ha commentato la garante dei minori Claudia Giudici.
“Una prospettiva riparativa e relazionale – ha sottolineato la garante – è senza dubbio la via maestra: attraverso l’incontro con l’altro il giovane che sbaglia si rende conto e prende consapevolezza dell’errore commesso, mentre la vittima trova un suo spazio, si sente ascoltata e compresa e questo può aiutare il suo percorso di recupero”.
Inoltre, ha concluso Claudia Giudici, “si favorisce la ricostruzione della coesione sociale e si contribuisce ad aumentare il senso di sicurezza, in particolare all’interno delle comunità educanti. Serve, quindi, che nelle scuole siano attive figure di mediazione per affrontare il problema sul nascere”.
Alla diffusione dell’evento in Emilia-Romagna ha contribuito anche l’Ufficio scolastico regionale.






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