Lo scorso 20 ottobre il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Emilia-Romagna contro la sospensione (da parte del Tar) del calendario venatorio 2023-2024 approvato lo scorso maggio dalla giunta regionale, e ha imposto al tribunale amministrativo dell’Emilia-Romagna di fissare un’udienza di merito entro il 31 dicembre di quest’anno.
Udienza che, tuttavia, a meno di tre settimane dalla scadenza non è ancora stata fissata. “Siamo molto preoccupati che ancora non ci sia stata una risposta da parte del Tar alle reiterate richieste della Regione di poter discutere, nel merito e in tempi utili, le ragioni per cui riteniamo che il calendario venatorio non dovesse essere sospeso”, ha spiegato l’assessore regionale ad agricoltura, caccia e pesca Alessio Mammi: “Per questo motivo abbiamo dato mandato ai legali di presentare un’ulteriore istanza affinché venga fissata un’udienza di merito entro il 31 dicembre”.
Da settembre ad oggi la Regione ha già provveduto, tramite i propri legali, a presentare tre istanze di sollecito, una prima e due dopo l’ordinanza emessa dal Consiglio di Stato a fine ottobre, ma finora dal Tar non è arrivata alcuna risposta.
“Attualmente non si sta dando seguito a quanto disposto dal Consiglio di Stato”, ha sottolineato l’assessore Mammi, promettendo che “continueremo a chiedere che ciò avvenga entro la fine di dicembre, poiché vorremmo con ogni mezzo evitare quanto già accaduto lo scorso anno”.
Sempre a proposito di caccia, la Regione ha confermato l’impegno preso lo scorso settembre per la riduzione della tassa regionale per l’esercizio della caccia nella prossima stagione venatoria: sarà quindi prevista nella redazione del bilancio una riduzione percentuale calcolata sulle giornate di attività ridotte a causa delle modifiche imposte dal Tar rispetto alle annate precedenti.






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