La mostra “Marionette e Avanguardia. Picasso · Depero · Klee · Sarzi” aperta al pubblico da poche settimane e curata da James M. Bradburne – membro del Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani- esplora, attraverso un originalissimo percorso espositivo, il potenziale che le marionette e i burattini hanno avuto per gli artisti delle Avanguardie. Durante i primi decenni del Novecento, infatti, alcuni tra i grandi nomi dell’arte, tra cui Klee, Picasso, Depero, Prampolini, Carrà, hanno guardato alle qualità di incantesimo e ambiguità tipiche dei puppets, come a una fonte di ispirazione per nuove modalità di espressione visiva: uno strumento per sperimentare un nuovo linguaggio, per immaginare un mondo migliore.

La mostra è anche l’occasione per stimolare riflessioni attraverso una serie di incontri pubblici su tematiche storico-artistiche, ma anche di stretta attualità. Intorno all’esposizione, infatti, si svolgerà un ricco programma di eventi e incontri nell’ambito dei quali conoscere i protagonisti ed esplorare i temi sottesi alla mostra.
Il 6 dicembre, presso Sala Gualdi di Fondazione Palazzo Magnani è in programma un momento di approfondimento aperto al pubblico sul legame esistente tra burattini-marionette e psichiatria, sull’utilizzo del teatro di figura come strumento socio educativo e come ausilio alla diagnosi e alla cura, sul ruolo della medicina narrativa.

Protagonisti dell’incontro saranno: Stefano Calabrese, professore ordinario di medicina narrativa dell’ Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Adriano Ferrari, medico e professore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e Moreno Pigoni, burattinaio e formatore de I Burattini della Commedia.
L’appuntamento è fissato per le 16.30 di mercoledì 6 dicembre, in Corso Garibaldi 31.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno