Il Comune di Modena si costituisce parte civile nel processo di rito ordinario che si apre mercoledì 25 ottobre a Reggio Emilia, sulle vicende nate dall’inchiesta “Perseverance” del 2021, per nove imputati che non hanno scelto il rito abbreviato. L’accusa riguarda diverse condotte illecite finalizzate all’intestazione fittizia di beni e attività consistenti nella gestione, tentata anche a Modena, di sale scommesse, sale slot machines e Vlt, in concorso tra loro e tramite associazione di tipo mafioso.
Nel novembre dello scorso anno per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato sono state emesse 22 condanne in primo grado per complessivi 150 anni; 14 imputati hanno scelto il patteggiamento e due sono stati assolti.
Le condanne principali sono state per Giuseppe Sarcone Grande, considerato il reggente di una cosca della ‘ndrangheta (18 anni) e Salvatore Muto (16 anni).
La decisione di costituirsi parte civile è stata approvata dalla giunta comunale su proposta del sindaco Gian Carlo Muzzarelli.
Il base al provvedimento del Gip che ha disposto il giudizio, il procedimento penale riguarda anche l’intestazione fittizia della società Atlantic City srls, con sede operativa del territorio comunale per la gestione di sale scommesse, sale slot, Vlt ecc. L’apertura della struttura in via Emilia Ovest 698 non venne consentita dall’Amministrazione comunale.
Nella delibera si ricorda che il Comune di Modena “è da sempre sensibile alle tematiche di prevenzione e lotta alla criminalità organizzata ed è impegnato a realizzare progetti per l’affermazione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile” sia con la promozione di iniziative sul territorio sia con l’impegno nell’Associazione Avviso Pubblico – Rete di Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, di cui è vice presidente nazionale l’assessore alle Politiche per il lavoro e la Legalità Andrea Bosi.






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