La parlamentare e candidata alla segreteria del Pd Elly Schlein rimarca le differenze con gli altri sfidanti. Lo ha fatto da Bolzano in un incontro per la campagna delle primarie. Ha detto la Schlei: “Tra le candidature in campo, sono l’unica che non ha fatto parte del gruppo dirigente del Partito democratico negli ultimi dieci anni: questa è già una bella differenza se vogliamo parlare in modo credibile di rinnovamento del gruppo dirigente ma anche di rinnovamento del metodo”.
E poi ha aggiunto: “La mia è una candidatura femminista. C’è bisogno di aprire un varco per quelle tante donne giovani che in questi anni troppo spesso sono state respinte da questo partito, da alcune dinamiche di cooptazione per cui non hanno trovato lo spazio. Noi siamo qui per aprire quello spazio”. E ha poi concluso: “Serve più coraggio sui diritti. Sono felice che oggi ci troviamo più d’accordo anche con altri candidati. Mi dispiace, però, che, negli anni in cui il Partito democratico ha scelto di fare il memorandum con la Libia, non abbia sentito molto forte le loro voci, perché io, invece, non ho mai avuto dubbi che voglio costruire un Partito democratico che non rifinanzi mai più la guardia costiera libica perché viola i diritti fondamentali”.






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