Gli ex brigatisti reggiani Loris Tonino Paroli e Attilio Casaletti sono stati ascoltati dalla magistratura di Torino nell’ambito della vicenda del sequestro di Vittorio Vallarino Gancia (industriale del vino) e che portò all’uccisione di Margherita (Mara) Cagol, trentina, tra i capi delle Brigate Rosse, moglie di Renato Curcio, rimasta uccisa dopo uno scontro con i carabinieri alla Cascina Spiotta (ex rifugio partigiano e covo brigatista) alla periferia di Acqui Terme. In quella sparatoria morirono l’appuntato Giovanni D’Alfonso, mentre il tenente Umberto Rocca colpito in pieno dallo scoppio di una bomba, perse un braccio e un occhio e il maresciallo Rosario Cattafi, investito dalle schegge, rimase ferito. L’unico a rimanere illeso è l’appuntato Pietro Barberis, mentre l’altro dei due brigatisti che era con la Cagol, rimasto sconosciuto, riesce a fuggire verso il bosco.

Mara Cagol e il reggiano Lauro Azzolini in una foto dei tempi
Ed è questo che l’indagine vuole appurare: chi era l’uomo che riuscì a fuggire? Luciano Seno, alto ufficiale dei carabinieri e poi del Sismi, nel 1975 era l’uomo di punta della squadra costituita dal generale Dalla Chiesa per dare la caccia ai terroristi rossi, alcuni giorni orsono aveva detto in merito al fuggitivo: “Iniziammo da subito a cercare di dargli un nome, da alcune tracce all’inizio ci convincemmo che fosse Alfredo Bonavita, uno dei fondatori delle Brigate Rosse. Adesso invece a quanto pare si è scoperto che era un altro del nucleo storico, Lauro Azzolini”.

Loris Tonino Paroli allora e ai tempi nostri
Lauro Azzolini, oggi 79 anni, è un reggiano della montagna, di Casina, ex operaio alla Lombardini e appartenente al cosiddetto “gruppo reggiano” storico delle Br, implicato nella vicenda del sequestro di Aldo Moro, arrestato a Milano e condannato all’ergastolo, oggi libero, aveva commentato in modo enigmatico il suo presunto coinvolgimento in quella vicenda: “Dico solo che di quella operazione si assunse per intero la responsabilità, l’organizzazione Brigate Rosse”.
Bene, lunedì, accompagnati dall’avvocato Vainer Burani, anche Loris Tonino Paroli, 78 anni, del nucleo storico dell’appartamento di via Emilia San Pietro, e Attilio Casaletti, che fu arrestato alle porte di Milano, e più volte citato nel libro “Mara, Renato ed io” di Alberto Franceschini, hanno reso testimonianza su quei momenti. Paroli ha riferito che a quel tempo si trovava già in carcere, mentre Attilio Casaletti gravitava su Milano e non avrebbe avuto legami con i fatti avvenuti in Piemonte.







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ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno
A fronte del pacchetto per abortire, il semplice buonsenso suggerisce di aborrire le su.esposte innovazioni mordi e fuggi in pausa pranzo. Incommentabili. Di questo
Ai bambini/bambine, piccoli esseri umani in erba, serve anche coltivare la parte spirituale che è quella che eleva al di sopra del mondo animale le […]
La nipote di Sandokan ha la singolare capacità di irritare ogni volta che (inutilmente) apre bocca. Il burdigone con difficoltà deambulatorie oggi non si è
No mi dispiace Reggio è pure Matildica e tutto lo fa ancora sentire... persino la famiglia materna di Loris Malaguzzi lo dimostra. Nobiltà di mente