Nel pomeriggio di mercoledì 14 settembre è stata recapitata una busta sospetta a un giudice della sezione penale del tribunale di Bologna. La raccomandata, regolarmente spedita e arrivata via posta, è stata aperta dallo stesso giudice: conteneva una lunga lettera, non di carattere minatorio, inviata da un ex imputato poi condannato circa un anno e mezzo fa per corruzione di minore.
Dopo averla appoggiata sulla scrivania, tuttavia, il giudice si è accorto che la busta perdeva una polverina bianca non meglio identificata, circostanza che ha fatto scattare l’allarme.
A quel punto nella stanza del magistrato, situata al primo piano del palazzo di giustizia bolognese, sono arrivati gli artificieri dei carabinieri e i vigili del fuoco del nucleo Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico e radiologico) per le necessarie verifiche del caso. I controlli effettuati, tuttavia, hanno escluso la presenza di rischi chimici e radioattivi. La raccomandata è stata quindi sigillata per essere sottoposta a ulteriori esami da parte dell’Arpae, in modo da scartare anche l’eventualità di rischi batteriologici.
Sul posto è intervenuto anche il personale sanitario del 118, che in attesa dei risultati dei test ha consigliato alle tre persone presenti nella stanza al momento dell’apertura della busta (lo stesso giudice e due sue collaboratrici) di restare in isolamento.






Ultimi commenti
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
Sembrano persone pacifiche alle quali è chiesto, in Italia, di non contrastare la nostra Costituzione. Tuttavia anche a loro è possibile parlare del Vangelo.