“I giovani devono poter trovare in Italia i giusti percorsi formativi e le prospettive di crescita professionale che desiderano”: è questo l’appello della deputata reggiana della Lega Benedetta Fiorini, secondo la quale “troppo spesso i nostri ragazzi si sentono esclusi o delusi dalle possibilità che offre il nostro Paese, e questo li fa allontanare dalle opportunità di crescita esistenti e li spinge a cercare risposte altrove”.
Ben vengano, per la parlamentare leghista, le opportunità che arrivano dal resto del mondo, “ma l’Italia deve diventare ancora più attrattiva e competitiva per riportarli a casa offrendo qui percorsi scolastici nuovi. Come da tempo ben evidenziato dagli analisti, il tema non è più solo tenere basso il livello di disoccupazione: dobbiamo invece lavorare sulla ricostruzione della cultura del lavoro. Dobbiamo ripartire da qui, poiché il reddito di cittadinanza ha creato solo danni e per questo va completamente rivisto”.
Secondo Fiorini “il disallineamento che c’è tra le professionalità sfornate dalle scuole e la richiesta del mondo del lavoro deve essere superato; servono diplomati agli istituti tecnici che conoscano il mestiere, che possano contribuire alla crescita del mondo dell’agroalimentare, dell’agricoltura, dei distretti manifatturieri, del packaging, delle ceramiche. Tutti settori che, per restare competitivi sul mercato globale, devono innovare: per questo c’è bisogno di risorse preparate, specifiche e competenti. Ce lo chiede il mondo del lavoro, me lo ribadiscono ogni giorno tutte le realtà produttive della nostra regione e del mio collegio uninominale di Imola, che sto incontrando anche in questa campagna elettorale”.
Gli istituti tecnici, ha spiegato la deputata della Lega, “non sono necessariamente un punto di arrivo finale: i diplomati poi potranno scegliere se proseguire con l’università oppure essere già pronti per l’inserimento nel mondo del lavoro, superando i pregiudizi culturali nei confronti di queste scuole. Il percorso deve essere fatto in parallelo con un dialogo continuo tra le nostre imprese e il mondo della scuola. I ragazzi devono essere accompagnati nei giusti percorsi per entrare attivamente nelle comunità che condividono”.
Quota 41 “è la misura in cui, come Lega, crediamo fermamente e sulla quale abbiamo anche il sostegno dei sindacati. È un’opportunità offerta a tutti: nel giro dei prossimi tre anni 800.000 lavoratori potrebbero andare in pensione lasciando il posto ai giovani. Il costo lo ha stimato la Cgil, valutando che contro i 9 miliardi del reddito di cittadinanza Quota 41 ci farà risparmiare il triplo, fermo restando che è e resta una scelta personale. Non solo, si sono appena tenuti i test di medicina in un Paese dove mancano medici: togliamo il numero chiuso e che la selezione avvenga durante il percorso, con il voto e il merito. Diamo i libri gratis dalle elementari alle medie. Il signor Calenda si sbaglia di grosso quando dice che chi va all’istituto tecnico è ignorante! I ragazzi siano liberi di scegliere”.






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