Il 27 luglio il Senato ha respinto un emendamento presentato dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino per promuovere la parità di genere nella comunicazione istituzionale del Parlamento: l’emendamento mirava a introdurre formule e terminologie che prevedessero la presenza di entrambi i generi nell’identificazione di ruoli e funzioni ufficiali, superando l’attuale utilizzo del solo genere maschile, anche sovresteso (ad esempio “i senatori” per indicare l’insieme dei senatori e delle senatrici).
La bocciatura dell’emendamento “ha un duro significato: si rifiuta l’uso del femminile e si impone unilateralmente l’uso del maschile. È questo uno dei modi in cui il sessismo occulto diventa strutturale, radicandosi anche nel linguaggio, così da essere percepito come “naturale”, ha commentato Federica Montecchi, componente del direttivo di Azione Reggio Emilia e della segreteria di Azione Emilia-Romagna.
“Ma una società che approva il sessismo occulto arriva poi a urlarlo, ridendone. Nello stesso giorno in cui a Roma si bocciava l’emendamento, durante la seduta pomeridiana dell’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna il consigliere piacentino Matteo Rancan, capogruppo della Lega e neo-coordinatore della Lega in Emilia, rivolgendosi alla nostra segretaria regionale nonché consigliera Giulia Pigoni le ha urlato più volte la frase “Stai zitta”, per poi riderne compiaciuto, sostenuto dalla inopportuna ilarità dei colleghi leghisti”.
“Non è questo un comportamento che accettiamo e tolleriamo”, ha detto Montecchi, “non solo perché rivelatore di una totale mancanza di rispetto verso una collega, anch’essa rappresentante delle istituzioni, ma anche perché dimostra la mancanza di rispetto dell’esponente leghista nei confronti di una collega donna. Collega a cui si ritiene di poter dire, sogghignando, di stare zitta, e quindi sottintendendo una presunta superiorità e il diritto a farla tacere”.
Azione Reggio Emilia “condanna questo sessismo urlato, insieme a ogni altro atto di violenza verbale che impedisce la reale parità di genere nella vita sociale e politica, e auspica un comportamento più consono non solo di chi ha pronunciato “Stai zitta”, ma anche di tutti i presenti che al sentire quella frase non si sono indignati, ma ne hanno riso”.






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