8 marzo a Reggio. Venturini (Pd): la pandemia e il prezzo pagato soprattutto dalle donne

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Scrive la segretaria del Pd di Reggio Emilia Gigliola a proposito dell’8 di marzo nella ricorrenza della Festa della donna: “Il 9 marzo 2020 entravamo in lookdown. Prendere la parola oggi 8 marzo 2021 ci obbliga a partire di lì e dal prezzo pagato soprattutto dalle donne per gli effetti della pandemia.

Questa giornata non è mai stata solo una festa autocelebrativa dell’orgoglio femminile e femminista, ma piuttosto l’occasione per tracciare un bilancio del cammino verso l’uguaglianza di genere e la democrazia paritaria, nonché per registrare ogni volta i ritardi storici della condizione femminile in Italia.

Questo anno terribile ha messo in evidenza, in modo drammatico, come proprio quei ritardi, culturali e strutturali, siano deflagrati determinando ulteriori arretramenti non solo per le donne ma per il sistema Paese.
Tra le mura di casa, obbligati a lunghi periodi di forzata convivenza, è aumentata la violenza sulle donne, in modo costante e inesorabile, lo dicono le denunce pur parziali, essendo legate alla volontà delle vittime. Ma lo dice invece in modo inequivocabile la conta delle donne uccise, come in un tremendo bollettino di ferocia che le leggi in vigore non riescono ad arginare, 51 da marzo 2020 e 12 dall’inizio del 2021. Sono state introdotte norme e presi impegni per una prevenzione efficace ma resta il fatto che troppe volte le denunce di maltrattamenti e le richieste di aiuto non sono seguite da tempestivi provvedimenti di difesa delle vittime predestinate. E’ pur vero che generalmente gli assassini, così vanno chiamati, sono quasi sempre individuati, arrestati e condannati, quanto allo scontare le pene è un altro discorso.
Tuttavia la paura della pena sembra non rappresentare alcun deterrente alle intenzioni omicide di uomini apparentemente “normali” ma per i quali anche la definizione di “violenti” risulta riduttiva.

Oggi il Consiglio Comunale di Reggio Emilia dedicherà a tutte le donne uccise dall’inizio della pandemia, non un minuto di silenzio ma il tempo necessario a nominarle tutte e raccontarle, non solo per ricordarle ma per assumere il loro diritto alla vita e alla libertà come un impegno permanente dei doveri delle istituzioni nella tutela dei diritti di ogni componente delle comunità.
A questo atto importante e per nulla simbolico parteciperà l’intero consiglio comunale. E’ un fatto significativo e incoraggiante che la Conferenza delle Donne Democratiche ha invitato a replicare in tutti i Consigli della provincia in questo Marzo 2021.

E poi c’è il lavoro, o meglio la perdita di posti di lavoro femminili, 99mila su 101mila nel 2020 secondo l’Istat. Un aggravamento pesantissimo di una occupazione femminile italiana al 46% contro il 63% europeo già prima della pandemia. Un ritardo storico dell’Italia, che ne certifica la perdita economica oltrechè sociale per lo sviluppo paese. Le cause sono note e vanno da una politica dei servizi fortemente deficitaria, al permanere della maternità come ostativa sia per l’accesso che per le carriere nel lavoro, con l’aggiunta di un gap salariale ormai non più tollerabile sul piano dei diritti ma anche nella realizzazione di una vera parità economica in ambito familiare causa a sua volta di mancata condivisione del lavoro di cura .
Ovviamente, dall’inizio della pandemia, tutto questo si è aggravato per la sospensione della scuola in presenza e dei servizi educativi per i più piccoli, cosa che ha obbligato tante donne a lasciare il proprio lavoro. Un tema che torna ad essere drammaticamente attuale per la recrudescenza del virus, per il rinnovato fermo dei servizi educativi 0-6 e primarie in molte zone del Paese, cosa che ci ha fatto richiedere al Governo misure immediate per il rafforzamento dei congedi parentali oltre che il ripristino del bonus babysitter.

Resta il fatto che, una volta usciti dalla pandemia, speriamo con i vaccini al più presto, l’occupazione femminile dovrà essere tema centrale guardando al futuro, alla ripresa del paese e alle scelte del Recovery plan. Non possiamo accettare che si esca dalla pandemia senza mettere in campo una serie di misure destinate ad incidere sul sistema dei servizi, a partire dal piano asili nido, al tempo pieno scolastico, ai congedi obbligatori di paternità, al rafforzamento delle politiche pubbliche per gli anziani . Altrettanto impegno richiediamo per combattere la differenza salariale, testimonianza concreta della disuguaglianza di genere che offende e mortifica la dignità del lavoro femminile, fondamentale leva e risorsa nazionale.
In questo anno tuttavi,a in cui tante imprese hanno chiuso, va segnalata la capacità creativa e di resilienza dell’imprenditoria femminile. Un segnale importante che merita misure di sostegno e di premialità attraverso accesso al credito agevolato, risorse per il finanziamento dell’imprenditoria femminile e leva fiscale, come del resto la Regione Emilia Romagna ha scelto di sostenere con l’istituzione di un fondo da un milione di euro per l’imprenditoria femminile e le professioni.

Tutto questo e molto altro sta scritto nel Woman New Deal, scritto dalle donne democratiche, votato e assunto dal Partito Democratico come parte integrante del nostro progetto di rilancio del Paese e come tale consegnato al Presidente Draghi. Comunque vada per gli assetti futuri del PD, noi vigileremo e se necessario ci mobiliteremo perché il pensiero femminile ed il suo contributo sia parte integrante della ripartenza dell’Italia.

Vorrei concludere con un ringraziamento alle operatrici della sanità e alle tantissime volontarie delle associazioni, il cui contributo massiccio ha reso plasticamente evidente la qualità, la passione e la generosità di un impegno femminile in prima linea contro il Covid, capace di accompagnare anche i momenti più dolorosi. A loro oggi, insieme a tutte le donne che stanno tenendo in piedi questo Paese, dalle insegnanti alle mamme divise tra DAD e smartworking, alle lavoratrici dei servizi essenziali a contatto diretto con il pubblico e quindi a rischio di contagio, deve andare la riconoscenza di tutti.

Ma dire grazie non basterà, se si vuole, non solo fare giustizia, ma indirizzare il Paese verso un modello di sviluppo all’altezza delle sfide future. Il Partito Democratico come comunità di uomini e di donne farà la propria parte nella convinzione che il cammino verso una società più giusta non possa prescindere da un futuro di uguaglianza sostanziale nel solco della nostra Costituzione”.

 



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