Welfare. Asp in commissione, Soncini (Pd): situazione complicata dalla pandemia

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“Con la pandemia è tornato al centro del dibattito il tema della fragilità: le Aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp) sono strutture che si impegnano a garantire a tutti i cittadini sevizi di qualità con una forte propensione all’innovazione e all’implementazione dell’offerta, uno straordinario presidio territoriale e anche diffusore di valori culturali come il prendersi cura dell’altro”, ha riferito in commissione Politiche per la salute e politiche sociali la presidente Ottavia Soncini, nell’audizione sull’impatto che l’emergenza Covid ha avuto sul sistema delle Asp.

“In questa complicata fase, ha poi voluto sottolineare la presidente Soncini, “la situazione delle Asp si è, infatti, ulteriormente complicata, come per tutte le strutture che hanno subito gli effetti della pandemia”.

È quindi intervenuto in audizione Raffaele Leoni, presidente dell’Asp Città delle persone di Reggio Emilia, della rete Cispel: “Il tema della sostenibilità delle Asp ci accompagna da anni, con la pandemia le difficoltà si sono acuite, ma ci sono anche problemi meno recenti, con il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei dipendenti il sistema è andato in crisi, in quanto per questi maggiori oneri a carico delle aziende non è infatti stata prevista una copertura totale (gli incrementi tariffari hanno garantito una copertura solo parziale)”. Il presidente dell’Asp Bassa Romagna, Pierluigi Ravagli (sempre della rete Cispel), ha invece affrontato il tema dell’aliquota Irap, “dobbiamo fare i conti con un’aliquota all’8,5 per cento, mentre per la cooperazione sociale scende al 3,21 per cento”. Sulla stessa linea la direttrice dell’Asp Caritas di Modena, Chiara Arletti, che ha sollevato anche il tema dei maggiori costi di gestione per quelle strutture che hanno a che fare con persone disabili, ribadendo che per il personale che affronta questo tipo di problematiche, più vulnerabile, serve particolare attenzione, anche in termini di formazione.

Sono poi intervenuti i due vicepresidenti della commissione, Marchetti e Maletti.

Daniele Marchetti (Lega), spiegando che questo incontro era stato chiesto già a maggio dal suo gruppo assembleare, ha chiesto l’intervento del governo regionale, già nel bilancio previsionale regionale in discussione in queste settimane, “per evitare che queste criticità vadano a incidere sulla qualità dei servizi e quindi sull’offerta rivolta al cittadino”.

Francesca Maletti (Pd), nel rilevare la presenza di 36 Asp sul territorio regionale, ha messo in evidenza le differenze di queste strutture, “con storie e specificità differenti”, ricordando che “in diverse sono in sofferenza già dal 2017, situazione che con l’emergenza sanitaria è peggiorata”, Quindi, ha rimarcato, “oggi si sommano criticità ad altre criticità, il sistema va rivisto e innovato, ma senza disperdere, e questo è fondamentale, le conoscenze già acquisite”.

Anche Stefania Bondavalli (lista Bonaccini presidente) ha spiegato che “la pandemia ha accresciuto le criticità, dato che ai dati strutturali (criticità gestionali) si sommano quelli collegati alle mancate entrate e alle maggiori spese del 2020 e servono aiuti immediati”.

Per Federico Amico (ER Coraggiosa) “è necessario garantire una prospettiva a questi istituti e dobbiamo continuare a sostenere un sistema a trazione pubblica; sarebbe un errore, infatti, trasformare queste strutture in soggetti privati”.

Anche Valentina Castaldini (Forza Italia), ripercorrendo la storia di questi istituti, ha ribadito la necessità di rivedere il sistema, “priorità che deve essere nell’agenda del governo regionale”. Ha quindi chiesto l’intervento della Giunta, sollecitando, sul tema, “una differente impostazione ideologica della politica”.

La stessa Valentina Stragliati (Lega) ha sollecitato scelte politiche diverse che tengano conto dei problemi cui sono soggetti questi istituti, aumentati con la pandemia. Ha poi fatto un focus sulle due Asp piacentine, che hanno avuto perdite complessive per quasi 1,5 milioni di euro. Ha quindi chiesto ti tenere conto di quelle realtà territoriali che hanno subito maggiormente l’impatto dell’emergenza. Simone Pelloni (Lega) ha sollecitato l’intervento del governo regionale: “chiediamo soluzioni ai problemi, in questa fase, è necessario uscire dalla propaganda e dall’ipocrisia e trovare un modello che valorizzi queste competenze pubbliche per conservare servizi importanti”.

Stefano Caliandro (Pd) ha ribadito l’importanza di analizzare le problematiche per arrivare a soluzioni praticabili. Lia Montalti, sempre dei dem, nel ribadire che il Covid ha rappresentato “una sorta di spartiacque per i servizi sociali territoriali”, ha rimarcato “la necessità di partire con un percorso serio e strutturato, un vero percorso di riforma: serve un salto di qualità”. Sulla stessa linea Roberta Mori, sempre del Pd, che ha ribadito l’importanza di potenziare e qualificare una rete che integri pubblico e privato, ha poi sottolineato il lavoro portato avanti dalla Regione Emilia-Romagna in questi anni. Quindi, ha concluso, “sì a un sostegno anche finanziario a questi istituti con gli strumenti che abbiamo a disposizione in un contesto straordinario come la pandemia”.

Al termine della seduta sono intervenuti gli assessori regionali Raffaele Donini e Paolo Calvano, che hanno ribadito la necessità di continuare a investire su questo tipo di strutture, ripetendo che il modello deve essere però aggiornato (vanno valorizzati i punti di forza e vanno affrontate le vulnerabilità). Per questo è stata proposta l’attivazione di un tavolo tecnico sull’argomento, con il coinvolgimento dei soggetti interessati.



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