Le segreterie regionali emiliano-romagnole dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Slm, Fast e Orsa Ferrovie hanno proclamato per la giornata di venerdì 29 ottobre uno sciopero del personale ferroviario front line (macchinisti, capitreno, addetti alla vendita e all’assistenza, personale delle Sale Blu e personale di protezione aziendale) di Trenitalia, Trenitalia Tper e Rete Ferroviaria Italiana operante in Emilia-Romagna.
L’astensione dal lavoro, in programma dalle 9 alle 13, potrebbe causare disagi e disservizi nei servizi di trasporto passeggeri su rotaia, a seconda dei livelli di adesione alla protesta.
Nella stessa giornata, dalle 10 alle 11, è in programma un presidio dei lavoratori e delle lavoratrici davanti alla prefettura di Bologna in piazza Roosevelt: al centro della protesta c’è il tema della mancanza di risorse pubbliche specifiche per la sicurezza sul lavoro dei dipendenti, aspetto tornato sotto i riflettori anche negli ultimi giorni dopo l’ennesima aggressione ai danni del personale viaggiante.
Per Giuseppe Ranuccio, funzionario dell’apparato Filt Cgil Ferrovieri, “non avremmo voluto arrivare allo sciopero, eppure non abbiamo altra scelta; abbiamo attivato a livello sindacale confronti con le imprese, la Regione Emilia-Romagne e la prefettura di Bologna, ma abbiamo ricevuto solo pacche sulle spalle e buoni propositi non sostanziati dai fatti”. La richiesta è quella di maggiori risorse, più personale e un intervento rapido “capace di farci lavorare in sicurezza: oggi il personale a diretto contatto con il pubblico si sente solo e davanti a episodi di violenza verbale e fisica non può far altro che chiamare la Polfer, ma la polizia ferroviaria è anch’essa sotto organico e non è sempre in grado intervenire tempestivamente”.
Tra le richieste, inoltre, figurano anche i pre-filtraggi all’accesso ai binari nelle stazioni principali dell’Emilia-Romagna, come già avviene ad esempio nelle stazioni di Milano Centrale e Roma Termini: per la Cgil “sarebbero un primo passo in avanti”.






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Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
Esatto, il detto in questione ai miei tempi era usato contro coloro i quali si rendevano protagonisti di vaniloqui o, come nel caso del nostro
A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,