Entra nel vivo anche all’Ispettorato territoriale del lavoro di Parma e Reggio, riconosciuto come agenzia dal 2015 e che si occupa del contrasto al sommerso e di vigilanza sul rispetto delle norme su lavoro e previdenza, lo stato di agitazione unitario indetto da Cisl Fp, Fp-Cgil, Uilpa, Confsal Unsa, Usb, Flp e Confintesa, che culminerà con un presidio di un’ora (dalle 10 alle 11) davanti alla sede reggiana di via Borsellino, in programma nella mattinata di venerdì 25 febbraio, e nella manifestazione nazionale organizzata a Roma per il prossimo 4 marzo.
Sono diverse le questioni alla base della protesta: la mancata disponibilità a utilizzare mezzi propri per effettuare servizi esterni, il no all’uso di strumentazione personale per svolgere il lavoro, lo stop alla partecipazione al piano straordinario di formazione e agli straordinari e lo stop alle task force.
“Da tempo rivendichiamo personale, formazione anche in relazione alle nuove competenze (dallo scorso dicembre si sono aggiunte novità in materia di infortuni sul lavoro) e forniture di strumentazione adeguata”, hanno spiegato le organizzazioni sindacali illustrando i motivi della protesta.
Al momento, hanno evidenziato i sindacati, i lavoratori dell’Ispettorato nazionale del lavoro sarebbero esclusi dall’equiparazione salariale alle aree dei ministeri, la cosiddetta perequazione dell’indennità di amministrazione, così come scritto in una bozza di Dpcm in discussione nel governo: “Un fatto molto grave se si considera che tutti i lavoratori, che sono una trentina su Reggio e altrettanti su Parma, sono soggetti al contratto nazionale del lavoro comparto ministeri che, di fatto, verrebbe disatteso”.






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