In tutta Italia continuano i problemi relativi alla disponibilità di vaccino contro il nuovo coronavirus: negli ultimi giorni (tra il 18 e il 19 gennaio) in Emilia-Romagna era previsto l’arrivo di 52.650 nuove dosi del vaccino di Pfizer-BionTech, ma 25.740 di queste (circa il 50%) non sono mai arrivate, costringendo la Regione ad azzerare l’inoculazione di prime dosi per concentrarsi sulle sole seconde dosi di richiamo; e anche l’ultima settimana di gennaio sarà caratterizzata da una riduzione delle consegne.
A rivelarlo è stato il commissario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri nel corso di un vertice con le Regioni: non solo non sarà garantita all’Italia la consegna delle dosi che non erano state consegnate (“unilateralmente e senza preavviso”, ha sottolineato Arcuri) questa settimana, un ammanco pari a circa il 29% della fornitura inizialmente concordata, ma anche durante la prossima settimana ci sarà una (seppur lieve) ulteriore riduzione delle consegne, come ha anticipato una comunicazione dell’azienda farmaceutica americana.
Secondo l’Ema (l’Agenzia europea dei medicinali) disguidi e ritardi sarebbero dovuti ad assestamenti nella produzione: l’azienda, per far fronte all’enorme richiesta di vaccini proveniente da tutto il mondo, starebbe infatti cercando di aumentare la produzione ma, a fronte dei molti ordini ricevuti, non avrebbe avuto la possibilità di fare scorte di materie prime.
Una spiegazione che, tuttavia, non ha convinto il commissario Arcuri, che ha annunciato la decisione di procedere con azioni legali contro l’azienda statunitense per tutelare gli italiani “in tutte le sedi, civili e penali, in cui ciò sarà possibile”. Lo scambio di comunicazioni con Pfizer, che va avanti da giorni, non ha sortito gli effetti auspicati, tanto che l’azienda ha annunciato ulteriori riduzioni.
“La tutela della salute dei cittadini italiani – ha concluso Arcuri – non è una questione negoziabile. La campagna vaccinale non può essere rallentata, tantomeno per le somministrazioni delle seconde dosi ai tanti italiani a cui è stata già somministrata la prima”.






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