Unicredit archivia il primo trimestre del 2021 con utile di 887 milioni ed è ampiamente sopra le stime degli analisti che prevedevano 396 milioni. Il risultato si confronta con la perdita di 2,71 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno determinata da rettifiche per il coronavirus e da poste straordinarie.
Il gruppo ha poi registrato ricavi per 4,7 miliardi di euro (in rialzo del 10,6% trimestre su trimestre e del 7,1% anno su anno. “Un significativo utile netto trainato da un notevole aumento delle commissioni (1,7 miliardi, in rialzo del 4,3 per cento anno su anno) e delle attività di negoziazione, un costo del rischio contenuto (a 15 punti base, in calo di 165 punti base trimestre su trimestre) per effetto della stagionalità supportato da riprese di valore, e una continua disciplina dei costi: tutto ciò ha più che compensato l’impatto di condizioni di mercato ancora sfavorevoli per il margine di interesse” (2,2 miliardi, in calo del 3,1 per cento trimestre su trimestre), sottolinea il Ceo di Unicredit, Andrea Orcel.
“Avremo bisogno di tempo – prosegue Orcel – per rilanciare e rafforzare il business, passando da una fase di ridimensionamento a una caratterizzata da una crescita disciplinata della redditività e da una creazione di capitale sana ed organica”.






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