Nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 gennaio i carabinieri di Toano hanno arrestato un uomo di 40 anni, che è accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate per aver picchiato la moglie incinta nella loro abitazione, situata in una frazione del territorio comunale toanese. La donna, 32 anni, giunta ormai all’ottavo mese di gravidanza, è stata accompagnata all’ospedale di Sassuolo per accertamenti: la prima prognosi è di 15 giorni per le lesioni riportate nell’aggressione.
In un primo momento la donna, dopo essere stata colpita al volto dal marito, ha inviato alla madre una foto via WhatsApp, dalla quale risultavano evidenti i segni lasciati in faccia dagli schiaffi e dai pugni ricevuti. Successivamente, visto l’aggravarsi del clima di tensione e violenza tra le mura domestiche, la 32enne ha telefonato alla madre chiedendole di raggiungerla con urgenza: l’uomo, infatti, la stava aggredendo di nuovo, tirandole i capelli e colpendola anche con calci alla pancia, nonostante fosse incinta.
La madre, a quel punto, ha immediatamente allertato i soccorsi e ha telefonato al 112, che ha inviato sul posto una pattuglia dei carabinieri della stazione di Toano. I militari, una volta ricostruito l’accaduto e constatata la flagranza di reato, hanno arrestato il quarantenne.
All’episodio di violenza non hanno assistito i due figli minori della coppia, che in quel momento si trovavano proprio a casa della nonna (la madre della vittima). Alla suocera, che chiedeva conto di cosa fosse accaduto, l’uomo peraltro avrebbe anche risposto: “È mia moglie, la picchio quando voglio, tu non ti intromettere… gli faccio quello che voglio”. Stando alle prime indagini, non si tratterebbe purtroppo di un caso isolato: nel corso degli accertamenti, infatti, sarebbe emerso come la donna fosse da tempo sottoposta a continue vessazioni da parte del marito, compiute peraltro in alcuni casi anche in presenza dei figli.






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Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
Esatto, il detto in questione ai miei tempi era usato contro coloro i quali si rendevano protagonisti di vaniloqui o, come nel caso del nostro
A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,