Più che “trasportare” e quindi diffondere direttamente il Coronavirus responsabile della sindrome Covid-19, come era stato ipotizzato (ma non provato) in un primo momento, lo smog potrebbe avere piuttosto un ruolo di “amplificatore”, andando cioè a peggiorare l’infiammazione causata dal virus: è quanto emerge da un documento dei ricercatori delle Agenzie regionali di protezione per l’ambiente (Arpa) di Emilia-Romagna e Marche, dell’Università Politecnica delle Marche e dell’ateneo di Bologna.
Pubblicato nel repository della rivista “Epidemiologia e prevenzione”, il documento analizza gli studi fin qui disponibili sul rapporto tra inquinamento atmosferico e diffusione del virus Sars-CoV-2. Sebbene stando ai ricercatori allo stato attuale delle conoscenze le evidenze su un possibile ruolo del particolato atmosferico nella diffusione del Sars-CoV-2 “siano decisamente limitate e frammentarie”, è comunque possibile ipotizzare una sorta di “interazione molecolare” tra polveri sottili e virus “che conferma la possibile azione di co-fattore del Pm nel sostenere il processo di infiammazione indotto dal virus”.






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È così, siamo in balia di 300 persone, poco meno o poco più che si fan forte della debolezza, per non dir oltre
Siamo profondamente d'accordo sulla tutela del bosco Ospizio.Non esiste assolutamente la necessita' di in supermercato in quella zona della citta',gia' molto servita da altri […]
Una sorta di setta neopagana di pseudo eco-ambientalisti convinti di rappresentare una avanguardia per la salvezza del mondo e del genere umano. Immagino che questa
Mario deve capire che questi signori saranno messi in condizione di tornare a fare il loro mestiere solo dopo che il ns rigidissimo e temibilissimo […]
Esatto!!!