Più che “trasportare” e quindi diffondere direttamente il Coronavirus responsabile della sindrome Covid-19, come era stato ipotizzato (ma non provato) in un primo momento, lo smog potrebbe avere piuttosto un ruolo di “amplificatore”, andando cioè a peggiorare l’infiammazione causata dal virus: è quanto emerge da un documento dei ricercatori delle Agenzie regionali di protezione per l’ambiente (Arpa) di Emilia-Romagna e Marche, dell’Università Politecnica delle Marche e dell’ateneo di Bologna.
Pubblicato nel repository della rivista “Epidemiologia e prevenzione”, il documento analizza gli studi fin qui disponibili sul rapporto tra inquinamento atmosferico e diffusione del virus Sars-CoV-2. Sebbene stando ai ricercatori allo stato attuale delle conoscenze le evidenze su un possibile ruolo del particolato atmosferico nella diffusione del Sars-CoV-2 “siano decisamente limitate e frammentarie”, è comunque possibile ipotizzare una sorta di “interazione molecolare” tra polveri sottili e virus “che conferma la possibile azione di co-fattore del Pm nel sostenere il processo di infiammazione indotto dal virus”.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno