Martedì primo luglio i giudici della sesta sezione della Corte di Cassazione hanno confermato, rendendola così definitiva, la condanna all’ergastolo per Paolo Bellini, che era accusato di concorso in strage nell’ambito dell’ultimo processo sulla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna.
Da oggi, dunque, per la giustizia italiana anche l’ex esponente di Avanguardia Nazionale è da annoverare tra gli esecutori materiali dell’attentato che quel giorno causò 85 vittime e il ferimento di oltre 200 persone, in quello che è considerato ancora oggi il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra: lo fu in concorso con gli ex componenti dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari) Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini, tutti già condannati in precedenza.
Nello stesso filone del procedimento, la Cassazione ha anche confermato le pene per l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, condannato a sei anni di reclusione per depistaggio, e per Domenico Catracchia, amministratore di alcuni condomini in via Gradoli a Roma, condannato a quattro anni di carcere per false informazioni al pubblico ministero.







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