La Stagione dei Concerti porta al Teatro Municipale Valli martedì 14 gennaio due giovanissimi ed eccezionali talenti: il violinista e direttore Emmanuel Tjeknavorian e il pianista Aaron Pilsan, impegnati in un programma che va da Beethoven a Schubert, da Messiaen, a Fauré a Kreisler.
Viennese di origini armene, classe 1995, Emmanuel Tjeknavorian a sette anni ha tenuto il suo primo concerto. Dal 2015, anno in cui ha ricevuto il premio per la migliore interpretazione del Concerto per violino di Sibelius e il secondo premio al Concorso omonimo, Tjeknavorian si è guadagnato l’attenzione internazionale.
Insieme al giovane pianista coetaneo austro-rumeno Aaron Pilsan, nominato Miglior Artista 2011 dalla rivista tedesca “Fono Forum”, esegue un programma che si sviluppa cronologicamente fra Ottocento e metà Novecento, e stilisticamente fra classicità ed eclettismo.
La “Sonata per violino e pianoforte in fa maggiore op. 24” è la quinta delle dieci scritte complessivamente da Ludwig van Beethoven per questo specifico organico cameristico. Il sottotitolo di “Primavera”, ben adatto alla temperatura poetica e all’atmosfera espressiva dell’opera, viene attribuito dall’editore Mollo di Vienna che la pubblica nel 1802.
Composto nell’ottobre del 1826, il “Rondò in si minore per violino e pianoforte, op. 70, D. 895” rispecchia in modo esemplare l’atteggiamento compositivo di Franz Schubert in special modo nell’ambito della musica cameristica: “Siamo stati trasportati in alto sulle ali possenti di una fantasia musicale inesauribile; pianoforte e violino richiedono interpreti d’eccezione”, si leggeva in una recensione del 1828 della rivista Wiener Zeitschrift für Kunst.
“Louange à l’Immortalité de Jésus per violino e pianoforte” è l’ottava e ultima parte di uno dei maggiori capolavori di Olivier Messiaen, il Quatuor pour la findu temps composto nel 1940 presso il campo di concentramento di Görlitz, dove era prigioniero, e lì eseguito per la prima volta il 15 gennaio del 1941. Alla prima esecuzione, avvenuta nel gelo e con strumenti di fortuna, gli spettatori furono cinquemila prigionieri. La sorprendente discrepanza tra la drammaticità della prigionia e l’estatica atmosfera spirituale, fanno del Quatuor un capolavoro di efficacia comunicativa raramente raggiunta nella musica da camera (e non solo) del ‘900.
Nella “Sonata in la maggiore n. 1 per violino e pianoforte op. 13” Gabriel Fauré, pur essendo un’opera ancora giovanile, condensa nei quattro movimenti, l’intero suo bagaglio poetico e linguistico: una qualità accreditata peraltro dal vivissimo successo e apprezzamento di cui gode, da allora, questo gioiello del camerismo francese di fine ‘800.
Infine, la fascinosa Viennese Rhapsodic Fantasietta, scritta da quell’emblematica e affascinante figura di violinista-compositore che fu Fritz Kreisler, diventa evocazione energicamente gioiosa e delicatamente struggente dell’atmosfera più intima e al tempo stesso estroversa della propria città natale.
Teatro Municipale Valli
Martedì 14 gennaio 2020 ore 20.30
Emmanuel Tjeknavorian, violino
Aaron Pilsan, pianoforte
Beethoven, Sonata in fa maggiore per violino e pianoforte op. 24, “Primavera”
Schubert, Rondò in si minore per violino e pianoforte, op. 70, D. 895
Messiaen, Louange à l’Immortalité de Jésus per violino e pianoforte da Quatuor pour la fin du temps
Fauré Sonata in la maggiore n.1 per violino e pianoforte, op. 13
Kreisler, Viennese Rhapsodic Fantasietta






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