Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha annunciato l’attivazione di unità mobili per curare direttamente a casa i pazienti risultati positivi al Coronavirus, per evitare che questi ultimi possano peggiorare e arrivare in ospedale in condizioni ormai critiche, spesso non più recuperabili.
È questa la nuova strategia che l’azienda Usl di Bologna ha deciso di iniziare a sperimentare da giovedì 26 marzo sulla popolazione di Medicina, il comune della Città metropolitana bolognese chiuso dalla Regione – assieme alla frazione di Ganzanigo – dalla mezzanotte tra lo scorso 15 e 16 marzo (lo sarà fino al prossimo 3 aprile) dopo la constatazione di un’anomala diffusione del contagio nella zona.
La speranza è che una terapia farmacologica precoce, con un’azione antivirale che eviti la progressione della malattia somministrata a domicilio dagli operatori sanitari, possa aiutare a “giocare d’anticipo” sulla possibile azione dannosa causata del virus evitando l’ospedalizzazione del malato. Se si rivelerà efficace, ha precisato il presidente Bonaccini, la strategia sarà estesa successivamente a tutto il territorio regionale.






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Mamma che perdita... chissà a quanto ammonta il conguaglio da pagare ad azione.
De Franco e Ghidoni non si sono chiesti COME MAI quasi nessuno affitta un appartamento a queste presunte vittime di pregiudizi razzisti?