Reggio Emilia è in lutto per la morte di Veronica Prampolini, conosciuta anche come “La Signora del Crostolo”, scomparsa nella mattinata di venerdì 13 febbraio.
Malata da tempo, autrice – tra le altre cose – di una seguitissima rubrica sulla sua pagina Facebook, ha raccontato per anni con grande coraggio e intelligenza il suo amore per la vita; negli ultimi tempi aveva collaborato anche con la rivista Tuttoreggio, firmando la rubrica “Una stanza vista CoRE”, in cui descriveva con grande delicatezza la sua esperienza negli spazi del CoRE, il Centro oncoematologico reggiano.
Finché è stata in grado di farlo, si è presa cura con grande attenzione di un angolo della passeggiata del Crostolo, adiacente a un piccolo canale affluente al torrente, poco prima del ponte di Puianello, abbellendolo e rendendolo un luogo speciale per tutti: creazioni artistiche, fiori, piccoli oggetti in legno, mettendo a disposizione noci per gli scoiattoli, facendo trovare pennarelli, libri e quaderni nei quali i passanti potevano scrivere o disegnare, lasciando regalini per i bambini e altri gesti gentili di premura per gli altri.
La ricorda così il Comune di Quattro Castella, dove viveva: “Veronica Prampolini ha fatto del ‘dono’ il tratto distintivo della sua vita. Ha donato tempo e amore accogliendo diversi bambini come mamma affidataria. Ha donato parole attraverso blog e libri nei quali ha trattato di argomenti importanti come l’endometriosi, un’altra malattia che purtroppo aveva conosciuto. Ha donato il suo tratto realizzando acquerelli e disegni per raccogliere fondi in favore di associazioni no profit. Ha chiesto gentilezza e rispetto in cambio di uno spazio che lei ha immaginato, allestito e curato nei minimi particolari in un tratto lungo il torrente Crostolo compreso tra Puianello e Rivalta. Ha donato stupore a tutti coloro che in questi anni si sono fermati ad assaporare quel piccolo angolo di serenità e pace che si incontra lungo la via Matildica del Volto Santo. Due anni fa la Signora del Crostolo è stata una delle protagoniste di ‘Donne per Esempio’, attenta all’ascolto delle altre testimonianze e, nonostante la malattia, felice ed entusiasta nel raccontare il suo progetto. Faremo tesoro dei doni preziosi che ci ha lasciato”.






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