Venerdì 28 gennaio anche la sesta votazione – la seconda della giornata – per l’elezione del tredicesimo presidente della Repubblica italiana si è conclusa con il mancato raggiungimento del quorum. In assenza di nomi ufficialmente sostenuti dai partiti la votazione è risultata interlocutoria, con l’intero centrodestra che ha scelto l’astensione dopo che in mattinata la candidatura della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati si era andata a schiantare nel segreto dell’urna.
Così nello scrutinio pomeridiano è stato di 531 il numero totale dei votanti. L’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella ha raccolto ben 336 voti, mentre sono state 41 le preferenze per il magistrato Antonino Di Matteo. Meno di una decina di voti ciascuno, invece, per altri candidati come Casini, Manconi, Cartabia, Draghi e Belloni. Sono state 106 le schede bianche, 9 invece i voti cosiddetti “dispersi” (quelli andati a candidati o candidate che hanno ricevuto una sola preferenza), quattro le schede nulle.

Accertata la sesta fumata nera consecutiva, il Parlamento – riunito in seduta comune Camera-Senato, con l’aggiunta dei 58 delegati regionali – è stato riconvocato dal presidente della Camera dei deputati Roberto Fico alle ore 9.30 di sabato 29 gennaio per il settimo scrutinio. Resta invariato a quota 505 voti il quorum necessario per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica.






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Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,
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il trionfo dei privilegi a ostriche e champagne, va mo là altro che riforme...