Sanità. Rontini-Soncini (Pd): recuperare vaccinazioni sospese nel 2020

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Le due consigliere vogliono poi sapere dall’esecutivo regionale “se ritenga utile, anche per evitare che si crei confusione fra i cittadini, uniformare, a livello regionale, la risposta delle Ausl in merito al servizio di vaccinazione”

Con un’interrogazione Manuela Rontini (prima firmataria) e Ottavia Soncini del Partito democratico vogliono sapere dal governo regionale “se sia stato predisposto un piano d’azione per il recupero delle vaccinazioni (anti Hpv, anti Herpes zoster, antitetanica, etc.) non somministrate nel 2020 e quali obiettivi si prevedano di raggiungere nel 2021”.

Le misure applicate per contrastare il Covid-19, spiegano le due consigliere, “potrebbero aver portato alcune persone a decidere di rimandare vaccinazioni già programmate”. Anche la necessità di riorganizzare i servizi sanitari per aumentare la disponibilità di personale dedicato a fronteggiare l’emergenza, proseguano, “ha avuto un impatto negativo sull’attività di vaccinazione”.

Non a caso, rimarcano le due dem, “la quasi totalità delle Ausl italiane (96,9 per cento) ha comunicato, rispondendo a un sondaggio del ministero della Salute, di avere registrato una diminuzione delle vaccinazioni durante l’emergenza Covid-19. A livello nazionale la sospensione dell’attività ha riguardato il 28 per cento dei centri vaccinali (in Lombardia oltre il 50 per cento delle strutture)”. Mentre, aggiungono le due consigliere, “la ricollocazione del personale sanitario dei centri vaccinali (oltre il 33 per cento a livello nazionale) ha riguardato tutte le figure professionali: medici, infermieri, assistenti sanitari, personale amministrativo, ma in particolare gli assistenti sanitari (oltre la metà di quelli in organico)”. A livello nazionale, proseguono, “sono state indicate come fasce di età che più hanno risentito della riduzione delle vaccinazioni quelle dei bambini di età superiore a un anno fino all’adolescenza (68 per cento) e, in misura minore, quelle degli adulti (29,8 per cento)”.

“Il recupero dei non vaccinati assume carattere prioritario, dovranno anche essere intraprese attività straordinarie”, rimarcano le due esponenti del Pd.

L’Emilia-Romagna, si legge nell’atto ispettivo, “presenta una situazione molto disomogenea: mentre in alcune Ausl si può fare qualsiasi vaccinazione, altre hanno sospeso solo le somministrazioni dei vaccini necessari per chi viaggia all’estero, altre le hanno sospese tutte tranne quelle pediatriche e quelle emergenziali e altre ancora confermano solo quelle che erano già state prenotate da tempo (in provincia di Ravenna, ad esempio, nel 2020 pare sia completamente saltata la chiamata attiva agli undicenni per le vaccinazioni contro l’Hpv, e ad oggi non c’è ancora notizia di un piano di recupero, sempre nel ravennate la vaccinazione antitetanica, lungamente sospesa durante la prima ondata della pandemia e ripristinata solo alla fine dell’estate scorsa, pare essere di nuovo ferma, mentre sempre nel 2020 in tutta l’Ausl della Romagna pare sia completamente saltata la chiamata attiva ai sessantacinquenni per la vaccinazione contro l’Herpes zoster)”.

Rontini e Soncini vogliono quindi sapere dall’esecutivo regionale “se ritenga utile, anche per evitare che si crei confusione tra i cittadini, uniformare, a livello regionale, la risposta delle Ausl in merito al servizio di vaccinazione”.



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