Sabato 22 novembre alle 16.30 nella sala del Capitano del Popolo all’hotel Posta, in piazza del Monte 2, a Reggio, sarà presentato il libro “Enrico Mattei. Costruire la sovranità energetica: dal gattino impaurito al cane a sei zampe”, di Leonardo Giordano.
Con l’autore dialogherà Marco Eboli, presidente dell’associazione culturale reggiana Balder, organizzatrice dell’evento.
“È un libro affascinante quello dell’amico Leonardo Giordano su Enrico Mattei, personaggio controverso della vita politica italiana, che ebbe indubbiamente il merito di inventare la politica energetica italiana”, ha spiegato Eboli introducendo l’incontro di sabato: “Profondamente devoto, non bigotto, laico nella vita professionale, vide sempre nella Provvidenza il motore delle umane vicende, come Giambattista Vico, per la formazione e l’educazione impartita in particolare dalla madre. Fu partigiano cattolico: a lui si deve la fondazione dell’associazione che si staccò dall’Anpi di matrice comunista. I suoi valori furono ispirati a un patriottismo risorgimentale, le sue opere da presidente di Eni alla dottrina sociale della Chiesa”.
“La costruzione di Metanopoli, la cittadella nei pressi di Milano dove risiedettero i dipendenti dell’azienda statale, e altri insediamenti nel sud Italia, le residenze estive, la costruzione di chiese, hanno dimostrato la sua concezione comunitaria e familiare dell’azienda e la funzione sociale e nazionale del suo agire. Osò sfidare le ‘sette sorelle’, ossia le principali società americane nel settore petrolifero, come pure quelle francesi, inglesi e olandesi, per conquistare all’Italia quello che lui definì un ruolo da protagonista nella ricerca e nell’approvvigionamento di petrolio e metano e favorire lo sviluppo industriale e civile italiano”.
La sua politica aziendale, ricorda ancora Eboli, “lo portò a stringere rapporti e sottoscrivere contratti con i Paesi del nord Africa e del Medio Oriente con un approccio paritario, a differenza di altre nazioni europee o degli stessi Stati Uniti, che mantennero un comportamento coloniale predatorio. Si fece molti nemici e la sua tragica morte, un incidente aereo nel 1962, è da molti autorevoli studiosi e pure dall’amico Leonardo Giordano ritenuto un probabile attentato. Di tutto questo, ma pure dei pregiudizi su Mattei, scrive l’amico Leonardo Giordano, che ha avuto il merito di riproporre all’attenzione dell’opinione pubblica italiana e del lettore una figura importante, con mille sfaccettature ma senza dubbio di grande caratura”.







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