I carabinieri di Rubiera hanno denunciato un uomo di 44 anni, residente nel reggiano, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni personali ai danni della moglie, che da quasi quattro anni era bersaglio di offese, minacce e violenze, ormai quasi quotidiane.
Le condotte violente, sia fisiche (schiaffi, calci, pugni) che verbali (“Ti rovino la vita”), spesso si manifestavano dopo che l’uomo abusava di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti, lasciandosi andare a scatti d’ira soprattutto durante le frequenti discussioni di coppia legate alla gestione della vita coniugale.
Nell’ultimo grave episodio, al culmine dell’ennesimo litigio tra i due, scoppiato in questo caso per il mancato pagamento di alcune bollette e per le rimostranze della donna sulla gestione delle faccende domestiche, il marito ha iniziato a offenderla ripetutamente e poi l’ha aggredita, afferrandole con forza l’avambraccio sinistro e girandoglielo, mettendole una mano sulla bocca per non farla gridare e infine tirandole i capelli con forza. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la donna è scappata di casa e ha chiamato i carabinieri.
Al termine delle indagini, e sulla base di quanto emerso (nel 2022, per esempio, l’uomo aveva colpito la moglie con un pugno all’occhio destro; quest’anno, in un’altra occasione, l’aveva presa a calci), la Procura di Reggio ha richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’applicazione nei confronti dell’uomo di diverse misure cautelari: l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla vittima e il divieto di comunicazione. Il quarantaquattrenne non potrà avvicinarsi all’abitazione della moglie né ai luoghi abitualmente frequentati da quest’ultima, dovendo mantenere da questi una distanza di almeno 500 metri; non potrà inoltre tentare di comunicare con lei in nessun modo e con nessun mezzo, nemmeno per interposta persona.






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