Rimborsi, fidanzati, denunce

Ricordo una giovane Giulia Sarti, una sera del 2013 a fine comizio con Grillo e gli altri, urlare – letteralmente urlare – al microfono che loro in Parlamento avrebbero spazzato via tutto e tutti, un mondo di corrotti e disonesti, li avrebbero presi uno ad uno, sbattuti in galera e gettato la chiave.

E ricordo l’entusiasmo, i battimani di una piazza proto-grillina densa di gioia giacobina, desiderosa di forca e di sangue versato, pronta a portare quella trentina di ragazzi con la faccia pulita ad aprire “come scatolette di tonno” i palazzi della corruzione romana.

Compresi che qualcosa non andasse per il verso giusto quando un anno fa la stessa Sarti, singolarmente manchevole nel rimborso elettorale previsto dal codice 5 Stelle, si inventò la strana storia di un fidanzato esperto di informatica con doppia identità il quale si sarebbe intascato la pur modesta somma di 23mila euro dovuti al Movimento.

Secondo quanto risulta agli atti della procura di Rimini, la bella idea di far ricadere sul fidanzato (a questo punto, verosimilmente ex) la colpa dell’ammanco venne concordata da Sarti con Rocco Casalino, attuale portavoce del presidente del Consiglio: scelta indispensabile, ritennero i vertici grillini, per salvare la faccia a una figura della prima ora quale fu la Sarti, per di più designata a presiedere la commissione giustizia di Montecitorio.

Ora che questo castello di menzogne è stato svelato da un’inchiesta della magistratura, e che l’ex fidanzato dalla doppia identità a suo tempo ingaggiato per far sparire dalla rete alcune foto della Sarti inadatte a un profilo istituzionale suggerisce di “preparare i pop corn” in vista di rivelazioni più complete, il pensiero torna a quella gelida serata di sei anni fa; alla baldoria festaiola di quei ragazzi e quelle ragazze che promettevano “onestà”, saliti sul carro di un comico che aveva sposato un progetto politico unico e allora vincente. Alle parole di violenza gratuita. Alla visione semplificata di un mondo fatto di buoni e di cattivi, come in un videogame. Al cinismo impressionante con cui si scambiano relazioni private e denunce penali.

Ma soprattutto ci si deve chiedere quale senso abbia ancora – come talvolta avviene ancora qui in provincia – fantasticare sui 5 Stelle come se ancora somigliassero a quelli di allora, belli o brutti che fossero. La signora Sarti ha presieduto sino a ieri la commissione giustizia della Camera. Serve altro?




Ci sono 5 commenti

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  1. Ne vedremo ancora delle belle

    Lo capiva anche un paramecio che era tutta una montatura, soprattutto quando la ex presidente della commissione giustizia dichiarava una cosa del tipo “a mia insaputa il mio ex fidanzato ha revocato le disposiIoni perché era in possesso delle mie password del mio home banking, e ne è ancora in possesso”
    Quanto avrà atteso questa signora a cambiare le password del proprio home banking? Quante altre operazioni “a sua insaputa” il suo ex fidanzato avrà ancora fatto? E ora che hanno archiviato la denuncia della signora, lui si gode il potere ricattatorio che sarà non meno del maggior reddito della signora che ora che si è autosoospesa non è più obbligata a riversare parte dello stipendio ad alcuno… e vissero tutti beati e beoti!

  2. Paolo

    Non sono andato a votare per la prima volta in vita mia, con enorme sofferenza, proprio per non sporcarmi le mani, però leggendo editoriali di questo tenore torna la voglia di andarci. La mia impressione è che indietro non si possa tornare, qualunque cosa accada, l’alternativa a l voltare pagina temo sia il baratro.
    Pure io ricordo tanta cose, tanti malfattori, tanti ladri, tante persone senza un briciolo di onestà e dignità.
    Io credo che quelle persone non debbano più avvicinarsi alla cosa pubblica indipendentemente dell’appartenenza politica, punto.

  3. Fausto Fontana

    Volevo far finta di niente, lasciare passare come tante volte ma mi è impossibile. Ci troviamo nella situazione di un condominio con un amministratore che faceva quello che voleva e per fare questo mise de dei stipendi esagerati ai capi. Scala. I condomini insorsero al grido si può fare con molto meno, facciamo una legge che i nuovi capiscala possano lasciare metà stipendio al condominio. No dissero i vecchi capiscala non si può se volete lasciate parte del vostro stipendio ma senza nessuna legge. Vennero eletti i nuovi capiscala e lasciarono puntualmente metà stipendio ma i vecchi sempre allerta appena trovato un caposcala disobbediente alla regola cominciarono ad urlare, vergogna, vergogna, nel frattempo i vecchi capiscala continuarono a prendere lo stipendio pieno. I condomini sciocchi non urlarono contro i vecchi dicendo loro, i giovani avevano ragione, si può fare con la metà, no urlarono contro i nuovi che continuavano a prendere metà stipendio, siete come gli altri, vergogna. Io mi dico come fate ad essere così ciechi.


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