“Resistere, resistere, resistere!”.
Così il procuratore della Repubblica di Milano Saverio Borrelli, anni fa, con i giudici di Mani Pulite.
È dei giorni scorsi la notizia che quattro dirigenti comunali di Reggio hanno beneficiato della prescrizione in relazione ai reati di falso e abuso d’ufficio di cui erano accusati.
Circola voce che i quattro volessero rinunciare alla prescrizione per dimostrare la loro totale innocenza.
E che abbiano resistito, resistito, resistito alla tentazione di beneficiarne.
Ma che, alla fine, abbiano – angosciosamente – ceduto a quest’ultima.
Esattamente come Oscar Wilde.
Gli imputati hanno così impedito ai cittadini di conoscere la verità.
Di sapere da chi siano amministrati.
Di capire, ad esempio, i motivi per cui l’architetto Massimo Magnani – oggi il più importante dirigente comunale – ebbe ad affidare, in modo del tutto discrezionale (così l’accusa), un incarico di 15.000 € a un altro architetto, senza alcuna comparazione con ulteriori professionisti.
Con una non banale conseguenza.
Seduti davanti alla scrivania dell’architetto, non sapremo mai chi c’è dietro.
Un amministratore che lavora per la sua città e i suoi cittadini, o …?
Viva la resistenza! Anche alla tentazione!







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