Reggio, verde: proseguono le piantumazioni. Al parco Baldoni: 50 nuovi alberi

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Si è conclusa la scorsa settimana, al parco Enzo Baldoni (zona Buco del signore), la piantumazione di 50 nuovi esemplari di frassini e querce, a completamento dell’intervento di forestazione promosso dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con l’azienda Mellin e AzzeroCO2. I 50 nuovi alberi, dall’altezza di circa 2 metri, fanno parte delle 500 nuove piante messe a dimora nel parco, nell’ambito del Piano di forestazione urbana 2019-2024.

L’intervento si inserisce nei progetti promossi nella zona sud-est della città per la valorizzazione e l’incremento del patrimonio arboreo della città e la mitigazione dei cambiamenti climatici, nonché per la valorizzazione dell’agricoltura urbana. Tra questi la piantumazione, a dicembre 2019, di 1.065 nuove essenze arboree e arbustive e la realizzazione nel 2018 di un frutteto di varietà antiche e di una piccola area boscata sperimentale, in collaborazione con l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, oltre che di un’area sgambamento cani.

Nell’ambito degli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana del verde pubblico, inoltre, nel parco delle Acque Chiare (in via Cugini, tra Buco del signore e Bazzarola), si è proceduto questa mattina all’abbattimento di un salice. La pianta, soggetta a un profondo “sbrancamento” che l’aveva privata di una porzione considerevole della sua architettura arborea e aveva messo in luce la presenza di una problematica estremamente significativa che ne aveva fortemente compromesso la stabilità, costituiva infatti un pericolo per la pubblica incolumità. Se ne è deciso pertanto l’abbattimento, in seguito ad un sopralluogo del Consorzio fitosanitario provinciale.

Si tratta di un esemplare adulto cresciuto in maniera spontanea intorno al quale era proliferata una vegetazione infestante che, avvolgendo in maniera estremamente invasiva le strutture legnose, aveva contribuito a mascherare le problematiche strutturali, tra cui una vasta cavità all’interno del fusto dell’albero che coinvolgeva una porzione significativa della sua circonferenza. All’interno della cavità era in attiva progressione un “processo cariogeno ad eziologia fungina” che, gradualmente, aveva determinato la perdita della funzionalità meccanica dei tessuti di sostegno, esponendo la chioma ad un crescente indebolimento, al punto da renderla suscettibile alle sollecitazioni esterne (ad esempio, raffiche di vento) e quindi pericolosa per i frequentatori delle aree circostanti.

 



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