Una situazione grave e reiterata. Il mercato abusivo domenicale al foro boario, più volte segnalato da cittadini e associazioni, rappresenta una violazione delle regole e un rischio per la salute pubblica. Gli animali, detenuti in condizioni igieniche precarie e trasportati senza il rispetto delle normative sul benessere animale, sono venduti senza tracciabilità e senza l’emissione di regolari scontrini fiscali.
Inoltre, è stato segnalato il commercio di prodotti alimentari, come uova non tracciate, che costituiscono un potenziale pericolo per i consumatori.
La proposta respinta. Sono stati 8 i voti favorevoli (Coalizione civica, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lista civica Tarquini) e 18 voti contrari (Pd, M5S, Lista Marco Massari sindaco).
“La mancata approvazione della mozione di sollevamento dubbi sull’impegno della maggioranza verso la tutela del territorio e delle normative.

Il mercato abusivo continua a rappresentare una ferita aperta per Reggio Emilia, dove la salvaguardia del benessere animale e la trasparenza nel commercio dovrebbero essere valori fondamentali.” hanno detto De Lucia e Aguzzoli.
“I mercati abusivi non solo rappresentano una violazione delle regole, ma mettono a rischio il benessere animale e la sicurezza pubblica. Respingere questa mozione significa chiudere gli occhi di fronte a un problema che richiede azioni immediate” hanno dichiarato Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli . “Continueremo a batterci per garantire che la legalità e il rispetto per gli animali siano una priorità per la nostra città.”






Ultimi commenti
È il minimo a costo zero, vedremo...
Assegniamo il compito di indagare al centro sociale labas? O qualcuno preferisce gli antagonisti? Sicuramente hanno i contatti utili per scoprire la verità.
Pensi la fortuna che abbiamo noi reggiani...c'e' gente che spende migliaia di euro per recarsi all'estero e noi abbiamo il mondo (terzo) direttamente qui....non e'
tu chiamale se vuoi percezioni...
Quando prendo un bus a Reggio Emilia mi sento come al mercato di Città del Cairo. Dentro un bus è come stare in via Turri