Villa Cucchi, uno dei luoghi simbolo del ventennio fascista a Reggio Emilia, finisce all’asta. La villa in via Franchetti, in affaccio sulla caserma Zucchi, centro storico cittadino, fu uno dei luoghi di tortura del regime fascista, in cui operarono gli agenti dell’Ufficio politico investigativo (Upi), una sezione della Guardia nazionale repubblicana (Gnr). L’Upi di Reggio Emilia era già attivo dal novembre 1943 al comando del capitano Cesare Pilati. La sede era in viale Timavo, presso la caserma Mussolini, ma disponeva, per gli interrogatori, del carcere dei Servi.
Per i propri scopi, l’Upi andò poi alla ricerca di un luogo ancor più appartato e lo individuò in Villa Cucchi. Nel mese di settembre del 1944, il comando della Gnr occupò la villa, e poco dopo il capo della provincia Almo Vandelli ne ordinò la requisizione. La direzione dell’Upi fu affidata al maggiore Attilio Tesei.
Ai tempi nostri, Villa Cucchi, tappa dei luoghi della Resistenza di Reggio Emilia, meta di visite guidate per comitive, andrà all’asta per una cifra di un milione e 300 mila euro a partire dal 9 di marzo.
Negli anni lo storico stabile reggiano è entrato anche in testi di letteratura teatrale ispirati alla storia locale, come: “Villa Cucchi, La Villetta Ottobre 1944-Marzo 1945”, un soggetto con sceneggiatura di Glauco Bertani e lettura e adattamento teatrale di Stefano Raspini.






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