Con una lettera datata 11 settembre, l’azienda Inalca ha risposto alle richieste avanzate alla fine del mese scorso dall’amministrazione comunale di Reggio, informando il Comune di aver avviato una ricognizione puntuale dell’area dello stabilimento di via Due Canali recentemente dissequestrata – quella maggiormente interessata dall’incendio scoppiato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi che ha devastato una parte del polo industriale del quartiere Tondo.
Una volta ricevuta dal Ministero dell’Interno la notizia del completo dissequestro dell’area, a fine agosto il Comune di Reggio, con un’ordinanza urgente, aveva intimato all’azienda del gruppo Cremonini di completare la bonifica dell’intero sito produttivo, “a tutela della salute pubblica e dell’ambiente”, rimuovendo e smaltendo i materiali contenenti amianto e i sottoprodotti di origine animale ancora presenti in loco.
Nella sua lettera, Inalca ha precisato che la ricognizione servirà per “verificare se effettivamente esistano all’interno dell’area cause di possibili rischi per la salute pubblica”. I risultati sono attesi entro le prossime due settimane.
Parallelamente, l’amministrazione comunale di Reggio ha coinvolto anche l’azienda che detiene la titolarità del contratto di leasing dell’area, ossia Sirio srl, con la quale Inalca aveva sottoscritto un contratto di affitto. Nei giorni scorsi, Sirio ha risposto al Comune assicurando che procederà al monitoraggio e alla mappatura di tutta l’area del polo di via Due Canali per individuare puntualmente le azioni necessarie a completare la messa in sicurezza di tutti gli impianti.
“Anche con Sirio – ha spiegato l’assessora comunale Carlotta Bonvicini – abbiamo contatti quotidiani per la parte di loro competenza, che non riguarda però lo smaltimento di materiale deperibile rimasto all’interno del sito, ma eventuali interventi sulla parte di impianto non direttamente oggetto dell’incendio”.






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