Reggio. I Carc sfidano Vecchi: non vogliono la festa comunista. Cosa farà il sindaco, manderà la polizia?

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Scrivono i Carc in una nota in merito alla festa di Riscossa popolare in programma il 25 e il 26 giugno al Parco della Resistenza in Via Falcone: “La Festa della Riscossa Popolare dell’Emilia Romagna sembra essere l’unica preoccupazione di Vecchi e di tutta l’Amministrazione di Reggio Emilia.
Lo svolgimento della Festa di Riscossa popolare è stato comunicato alla Questura, così come si comunica qualunque iniziativa politica. La Festa è stata trattata come ogni altra iniziativa politica: la Questura ha confermato la ricezione della comunicazione e ha annunciato che non ci sono problemi in merito all’allestimento previsto.

Nonostante questo l’Ufficio occupazione suolo pubblico ha smentito la Questura, adducendo che, al di fuori dello spazio occupato dalle persone, la presenza di “qualsiasi tipo di oggetto anche di ridotte dimensioni” dev’essere autorizzata ai sensi del regolamento comunale e i termini per la presentazione delle domande sono 15 giorni dall’evento, cioè sono scaduti.

Ci sono o ci fanno? Noi avremmo dovuto regolarmente svolgere la nostra festa all’interno di circoli ARCI e questo è stato impedito a causa delle minacce dirette e indirette dell’Amministrazione ai circoli non più tardi di dieci giorni fa!

In sintesi, prima ci confinano all’aperto, poi ci minacciano perché siamo all’aperto. Stiamo, pare, “utilizzando in maniera impropria il suolo pubblico”. Come se lo decidesse Vecchi, il modo adeguato di utilizzare il suolo pubblico!”.

E continuano i Carc: “Non è chiaro se il sindaco Vecchi abbia studiato educazione civica alle scuole medie oppure no, ma la Costituzione non prevede la richiesta di nessun premesso per svolgere attività politiche e sociali. Tanto meno il permesso di un suo ufficio comunale che dovrebbe occuparsi dei dehors dei bar e dei ristoranti.

Tutto ciò solleva alcune domande. Le risposte le avremo entro pochi giorni:
– che ne dice il Consiglio Comunale? Davvero non ci sono problemi veri da affrontare?
– il sindaco Vecchi schiererà il corpo di polizia municipale per impedire un’iniziativa politica, organizzata secondo le normali procedure e comunicata alla Questura, e per reprimere i partecipanti?

– il sindaco Vecchi schiererà il Capo della Polizia Municipale contro la Questura, il Questore e il Prefetto?

– gli uomini della Polizia Locale schierati contro la Festa della Riscossa Popolare saranno dotati di spray urticante, manganello, taser e pistola? Avranno telecamere per perseguitare i partecipanti? Faranno multe e verbali?

– il Sindaco Vecchi ha intenzione di schierare la Polizia Municipale e creare un problema di ordine pubblico?

– non hanno nulla da dire i sindacati di categoria rispetto a una Amministrazione che minaccia di usare il personale della Polizia Municipale come truppe occupanti del territorio?

Ma soprattutto, di che cosa ha paura l’Amministrazione di Reggio Emilia, per arrivare perfino a scavalcare le prerogative della Questura e contraddirla? Di che cosa hanno paura Luca Vecchi e il suo assessore alla partecipazione”.

E concludono i Carc: “Vecchi stai sereno! Il suolo è appunto pubblico, cioè questa Amministrazione non ne è proprietaria.
Anche di questo parleremo alla nostra Festa, il 25 e il 26 giugno al Parco della Resistenza in Via Falcone.
Invitiamo la cittadinanza a partecipare liberamente, senza dover chiedere il permesso al Sindaco e alla sua giunta!
10, 100, mille feste della Riscossa Popolare! Serve una nuova Liberazione nazionale e la conquisteremo insieme alle masse popolari del nostro paese!”.



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