In pochi giorni ha superato la cifra di 7.000 euro, andando ben oltre le più rosee aspettative, la raccolta fondi lanciata dagli organizzatori del Reggio Film Festival per coprire il “buco” lasciato dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, sponsor storico della manifestazione, che la scorsa settimana aveva improvvisamente deciso di ritirare il suo sostegno (e la relativa sponsorizzazione, pari a 2.000 euro) alla ventiquattresima edizione della rassegna culturale, in programma fino al 16 novembre tra Reggio e Cavriago.
Il Consorzio aveva motivato il dietrofront legandolo alla presenza (sgradita) tra gli ospiti del festival di Giulia Innocenzi, giornalista e regista, autrice del docufilm “Food for profit”, un’inchiesta sugli allevamenti intensivi e sul potere delle lobby agroalimentari.
A quel punto il Reggio Film Festival aveva lanciato una campagna di raccolta fondi su Produzioni dal Basso, una piattaforma italiana di crowdfunding. Il risultato? Più di 400 sostenitori e oltre 7.000 euro già raccolti, decisamente più che sufficienti a coprire le perdite dovute alla mancata sponsorizzazione.
“Grazie di cuore a tutte e tutti! Non ci aspettavamo un sostegno così rapido e intenso”, hanno commentato gli organizzatori, un gruppo di volontari e volontarie delle province di Reggio e Modena: “Grazie alle vostre donazioni abbiamo già colmato le perdite. Ogni contributo in più sarà un seme per il futuro: lo useremo per costruire insieme a voi e a Giulia Innocenzi le prossime edizioni del Reggio Film Festival, nel segno della libertà di opinione e della sostenibilità ambientale”.







Ultimi commenti
No mi dispiace Reggio è pure Matildica e tutto lo fa ancora sentire... persino la famiglia materna di Loris Malaguzzi lo dimostra. Nobiltà di mente
Ricordiamo anche che Mercoledì 29 aprile il controverso Crime and Policing Bill (disegno di legge sulla criminalità e l’ordine pubblico) ha ricevuto il Royal Assent […]
se la Principessa del Galles ha piacere di salutarmi sa dove trovarmi.....
Hantavirus... solo il nome fa tremare... mi sa che questa volta per il greenpass ci vogliono i soldati in strada, ma tanti.
Il Primo Tricolore non fu il vessillo della Repubblica Cispadana, che cacciò (temporaneamente) i Duchi di Modena nel lontano 1797? Con l'appoggio della Repubblica Francese […]