Venerdì 30 ottobre si è conclusa con il grande corteo studentesco che ha attraversato il centro storico della città l’occupazione del liceo artistico Gaetano Chierici di Reggio Emilia, dove nella mattinata di lunedì scorso due grandi striscioni verticali con la scritta “Chierici occupato”, srotolati dalle finestre del secondo piano dell’istituto scolastico di via Nobili, avevano annunciato l’inizio della mobilitazione.
Studenti e studentesse, che per cinque giorni hanno bloccato le lezioni, hanno lasciato l’edificio dove hanno passato la settimana in autogestione, ottenendo dalla dirigente scolastica due concessioni: nessun provvedimento disciplinare (né tantomeno penale) per chi ha occupato la scuola e un tavolo permanente di confronto per discutere delle richieste della popolazione studentesca e per affrontare le principali criticità denunciate in questi ultimi giorni.
Tra le richieste: la messa a disposizione di un’aula autogestita dove studenti e studentesse possano confrontarsi e offrirsi aiuto reciproco per studio, progetti pomeridiani e organizzazione; più attenzione alle infrastrutture scolastiche, “con una coprogettazione realizzata in funzione del benessere di studenti e studentesse e di chi attraversa la scuola tutti i giorni”; percorsi di consapevolizzazione sulle sostanze stupefacenti e di formazione per l’educazione sessuo-affettiva e l’educazione al consenso;
corsi di formazione per docenti sulla salute mentale di studenti e studentesse; la riapertura dell’infermeria scolastica; un percorso di “sensibilizzazione e applicazione corretta e concreta” per quanto riguarda la cosiddetta “carriera alias”, per consentire alle persone in fase di transizione di genere o con identità non binaria di utilizzare a scuola un “nome d’elezione” (scelto dalla persona direttamente interessata) diverso da quello anagrafico.






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