Reggio, con le fototrappole già individuati 647 autori di abbandono di rifiuti

raccolta rifiuti mezzo Reggio si prende cura – CoRE

Tra gli strumenti più efficaci messi in campo dal Comune di Reggio Emilia contro l’abbandono dei rifiuti ci sono senza dubbio le fototrappole. Dall’attivazione del servizio – lo scorso luglio, con le prime otto fototrappole – ad oggi sono stati redatti 647 verbali.

Le principali tipologie di abbandoni riguardano: sacchi neri o sacchetti di materiale misto, reti da letto, divani, sanitari e mobilio vario, ovvero quasi tutti oggetti per i quali gli intestatari di un’utenza Tari possono richiedere il ritiro gratuito a domicilio. Ai controlli realizzati con le fototrappole si aggiungono poi le verifiche (una media di 350 al mese) svolte dagli accertatori di Iren su tutto il territorio comunale, che si traducono in una cinquantina di ulteriori sanzioni al mese.

I dati delle fototrappole fanno riferimento agli otto punti della città in cui sono state installate: quartiere stazione e Santa Croce, via Cecati, Campo di Marte, Tondo e Villaggio Foscato, per un totale di 32 telecamere attive. Le postazioni, individuate anche grazie alle segnalazioni dei cittadini, sono soggette a rotazione, in modo da cercare di coprire l’intero territorio comunale. Nel 2026 è prevista l’installazione di altre otto fototrappole: quattro grazie ai fondi di Atersir, altre quattro grazie a risorse del Comune.

Buoni anche i riscontri relativi al pagamento delle sanzioni (dai 200 ai 400 euro, più denuncia penale nei casi di abbandono di sostanze pericolose) da parte dei trasgressori individuati: nel 2025 la percentuale dei verbali saldati ha superato la soglia del 64%, mentre sono in corso le pratiche per il recupero della quota restante. In questo primo scorcio di 2026, invece, è già stato pagato il 90% dei 175 verbali elevati.

Il recente decreto legge “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti” ha ulteriormente inasprito il quadro sanzionatorio: in caso di abbandono tramite automobile la cui targa venga ripresa dalle telecamere può scattare la segnalazione alla Procura, con un’ammenda compresa tra 1.500 e 18.000 euro. Se il gesto avviene in prossimità di fiumi, aree protette o zone già inquinate e comporta un pericolo concreto per le persone o l’ambiente, può essere previsto anche l’arresto, con pene da sei mesi a cinque anni e mezzo di reclusione – fino a sette anni nei casi più gravi. Le pene sono ulteriormente aggravate per i titolari di attività commerciali e in particolare per chi gestisce rifiuti edilizi, per i quali esiste un iter dedicato. La sanzione scatta anche qualora l’abbandono avvenga accanto a un centro di raccolta o a un’isola ecologica: il conferimento scorretto configura infatti una violazione vera e propria.

“Non possiamo accettare comportamenti scorretti come l’abbandono di rifiuti che contribuiscono a creare degrado e arrecano un danno all’intera comunità”, spiega l’assessore comunale alla cura della città Davide Prandi: “Per questo, in collaborazione con Iren e Polizia locale, ci siamo dotati di strumenti elettronici che ci permettono di agire in maniera puntuale verso i trasgressori e che, auspichiamo, servano da deterrente. Vogliamo una città più pulita, un servizio di qualità che sia sempre più rispondente alle esigenze dei cittadini e alla sostenibilità ambientale. Il corretto conferimento dei rifiuti e l’avvio al riciclo sono un dovere che spetta a tutti noi”.

A tale riguardo, aggiunge l’assessore Prandi, “entro il mese di febbraio si concluderà la fase di preparazione dei documenti necessari per avviare il percorso di gara per la gestione dei rifiuti, in coerenza con il quadro normativo e con le tempistiche tecniche richieste per una procedura europea complessa”.

Il 2026, quindi, resta l’orizzonte previsto per l’affidamento tramite gara pubblica: “Una gara di questo tipo è un’operazione giuridica e amministrativa articolata”, sottolinea Prandi, “che deve garantire continuità del servizio, tutela dei lavoratori, sostenibilità ambientale e qualità delle prestazioni. Il nostro compito è fare in modo che sia solida e realmente vantaggiosa per la città. Siamo consapevoli dell’aumento dei costi che le famiglie stanno affrontando, in un contesto nazionale segnato dall’incremento dei costi energetici e di smaltimento. Proprio per questo lavoriamo su tre direttrici: efficienza del servizio, rafforzamento della tariffa puntuale e controllo puntuale dei costi. L’obiettivo è garantire a Reggio Emilia un servizio moderno, equo e sostenibile”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu