Ci sono storie che nascono tra le pieghe di un corredo di famiglia, memorie che riaffiorano dagli archivi, assenze che diventano immagini e racconti capaci di attraversare luoghi, generazioni e confini.
Storie che partono da Reggio Emilia e arrivano fino a Brighton, in Inghilterra, dove cinque artisti emergenti di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri portano la loro ricerca sulla scena internazionale: sono tra i protagonisti di “Bridges”, la mostra ospitata nell’ambito del Photoworks Festival 2026, uno dei principali appuntamenti britannici dedicati alla fotografia contemporanea.
In programma fino al primo novembre alla Wilmot Gallery dell’Università di Brighton, l’esposizione rappresenta una nuova, significativa tappa del percorso internazionale di Giovane Fotografia Italiana, il progetto originale promosso dal Comune di Reggio per sostenere e valorizzare i talenti emergenti under 35 della fotografia.
Realizzata grazie alla collaborazione tra Giovane Fotografia Italiana, Photoworks Festival e l’Istituto italiano di cultura di Londra, la mostra riunisce quattro progetti fotografici firmati da cinque artisti, scelti direttamente da Photoworks tra i finalisti delle edizioni 2025 e 2026 del Premio Luigi Ghirri.
Un ponte tra Reggio e il panorama artistico europeo, che testimonia la capacità del progetto reggiano di intercettare i linguaggi più innovativi della fotografia contemporanea e di offrire ai giovani talenti occasioni concrete di visibilità, confronto e crescita oltre i confini nazionali.
Non è un caso che la mostra si intitoli proprio “Bridges”, ovvero “ponti”, titolo che richiama “Unire / Bridging” – il tema dell’edizione 2025 di Giovane Fotografia Italiana – e che racchiude il senso profondo dei lavori esposti: la fotografia come linguaggio capace di creare connessioni, ricucire memorie, avvicinare identità e mettere in dialogo esperienze individuali e collettive.
A portare a Brighton le proprie visioni sono Daniele Cimaglia e Giuseppe Odore con “La Dote di Latera”, Serena Radicioli con “Non sei più tornato” e Rosa Lacavalla con “La Festa dell’Equatore”, tutti finalisti dell’edizione 2025 del Premio Luigi Ghirri. A loro si aggiunge Anie Maki, finalista dell’edizione 2026, con il progetto “Milk, Weight, Gravity”.
Quattro ricerche artistiche che, attraverso sensibilità e prospettive differenti, esplorano le relazioni tra memoria e identità, tra dimensione intima e storia collettiva. Un intreccio di racconti che restituisce la vitalità di una nuova generazione di artisti capace di interrogare il presente attraverso immagini personali e al tempo stesso universali.
Gli sguardi della giovane fotografia italiana non sono passati inosservati alla stampa culturale internazionale: Aesthetica Magazine ha segnalato Anie Maki e il duo Daniele Cimaglia/Giuseppe Odore tra gli artisti da seguire al Photoworks Festival 2026, mettendo in luce le loro ricerche dedicate alla memoria e alle narrazioni familiari e collettive; 1854 Photography, piattaforma legata al prestigioso British Journal of Photography, ha invece dedicato attenzione al progetto “La Dote di Latera”, valorizzandone il rapporto con le tradizioni e le comunità.






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