Chiude anche una delle ultime sale cinematografiche rimaste entro le mura della città di Reggio Emilia, in via Ferrari Bonini, strada che porta da via Roma a via Nobili. Il cinema dei frati cappuccini, attivo dal 1964, che nel 2010 era stato ristrutturato nella speranza di un rilancio del settore, chiude i battenti. I reggiani perdono così uno storico punto di ritrovo, per tanti anni, degli appassionati del buon cinema.
Spiegano i frati in una nota: “Nella nostra sala abbiamo proposto al pubblico il buon cinema, film di prima visione e rassegne di vario tipo, legate anche a progetti culturali. Purtroppo, come dichiarato da numerosi esperti e associazioni di settore, il mercato cinematografico italiano non sta recuperando i livelli pre-pandemici. Le ragioni sono diverse e vanno dalla concorrenza sempre maggiore dei servizi di streaming dalla parte dei fruitori, all’aumento dei costi e delle procedure di gestione dalla parte dell’offerta, passando anche da una minore attrattività delle proposte dalla parte della produzione. Sebbene da parte nostra ci sia stato il tentativo di ottenere finanziamenti pubblici e privati, non sono state trovate soluzioni che ci permettano di tenere aperto questo luogo culturale. Un sentito ringraziamento a chi ha gestito con passione e professionalità la nostra struttura”.






Ultimi commenti
Dunque una celebrazione ufficiale ed aperta in settembre: quando i più o meno aficionados saranno rientrati e pronti ad accordarsi per il disco in arrivo.
il maghreb tutto ringrazia. dopo l’inaugurazione cercasi volontari ariani per farsi borseggiare, taglieggiare, picchiare in anteprima. seguira’ servizio compiacente su rete locale notariamente eco dell’
Proponiamo ai c.d. amministratori nostrani la riflessione alternativa: come sopravvivere in modo decente ad aggressioni e danni da maranza!?!
Purtroppo ha ragione su tutto il fronte...del porto degli imprevidenti/non amministratori locali.
Mah.. c’è chi riceve soldi dal comune e che fa opposizione perché non li riceve.. va a capir, in ogni caso la politica fa una