Rave party di Viterbo, aperta un’inchiesta sulla morte del ragazzo reggiano trovato nel lago di Mezzano

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La procura di Viterbo ha aperto un fascicolo di indagine – coordinato dal procuratore Paolo Auriemma – sulla morte di Gianluca Santiago, il ragazzo di 25 anni di origine inglese (ma residente a Reggio) che ha perso la vita nel tardo pomeriggio di domenica 15 agosto mentre stava partecipando a un rave party abusivo organizzato in una grande spianata al confine tra Toscana e Lazio.

Il corpo del giovane è stato trovato nelle acque del lago di Mezzano, dove il ragazzo si era immerso senza più riemergere. Il reato ipotizzato è quello di morte come conseguenza di altro reato. A fare chiarezza sul decesso del giovane partecipante saranno anche i risultati dell’autopsia disposta dai magistrati sulla salma recuperata dai sommozzatori dei vigili del fuoco.

La festa, non autorizzata e tuttora in corso al momento della pubblicazione di questo articolo, era iniziata già dalla notte tra venerdì 13 e sabato 14 agosto e aveva richiamato migliaia di giovani da tutta Italia (ma anche dall’estero, soprattutto Europa) grazie al passaparola sui social.

A segnalare la possibile tragedia, nel giorno di Ferragosto, erano state alcune telefonate degli amici del giovane al 112, anche se anonime per la paura di essere denunciati per la partecipazione al rave. Telefonate che hanno comunque fatto convergere presso il lago la polizia, che ha perlustrato la zona circostante nella speranza di trovare il ragazzo ancora vivo. Poi, nella mattinata di lunedì 16 agosto, è arrivata anche una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco di Roma, che hanno scandagliato il fondo del lago vulcanico fino a trovare il corpo della vittima, che non presentava segni di violenze.



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