Mercoledì 9 luglio il tribunale di Reggio ha emesso la sentenza di primo grado del processo relativo all’inchiesta “Angeli e Demoni”, nata per far luce sulle presunte anomalie negli affidamenti di minori nel sistema dei servizi sociali della Val d’Enza – quello che è probabilmente più noto come il “caso Bibbiano”: tre condanne (lievi, la più alta a due anni di reclusione, con pena sospesa) e ben undici assoluzioni per le quattordici persone imputate.
Per il sindaco di Reggio Marco Massari la sentenza “induce alcune riflessioni. Da sindaco della città capoluogo di un territorio che ha fatto e fa dei servizi sociali un’eccellenza riconosciuta, sento anzitutto di esprimere vicinanza alle persone che oggi vedono finire, o quasi, un incubo processuale durato anni. Persone per cui, come purtroppo sempre più spesso accade, si sono formulati giudizi affrettati senza attendere la verità giudiziaria; persone contro cui certa politica ha dato il peggio di sé, creando mostri, cavalcando paure, fomentando odio. L’augurio è che queste persone, operatrici e operatori che oggi sono stati sollevati da questo enorme peso, possano tornare a svolgere il loro ruolo di sostegno alle famiglie e di tutela dei minori”.
“Oltre a questo, auspico che una sentenza di grande nettezza come questa riporti al centro del dibattito i diritti di bambine e bambini. L’indagine nazionale di Autorità garante, Terre des hommes e Cismai presentata recentemente ha certificato come siano aumentati in modo significativo negli ultimi anni i maltrattamenti ai danni di minori, soprattutto in famiglia. Nell’equilibrio che occorre nel valutare processi lunghi e complessi come questi, e nella piena fiducia che occorre dare a chi ha il dovere di vigilare e giudicare, speriamo che questa sentenza rimetta al centro la tutela dei bambini”.






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