Bologna, primarie Pd a Lepore (59,6%)

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“Adesso abbiamo definito un campo politico, chi si riconosce in quel campo farà parte della coalizione. Faremo la Fabbrica del programma, sarà anche un modo per cucire e riunire chi si è confrontato in queste primarie, ma anche per allargare.

Per potersi allargare, gli altri devono sapere chi sei, io lo farò con un approccio inclusivo”. Così Matteo Lepore, il giorno dopo la vittoria alle primarie che lo hanno designato candidato sindaco del centrosinistra di Bologna.
Sulla “ricucitura” il primo obiettivo è Isabella Conti, la sindaca di San Lazzaro, candidata di Italia Viva che ha superato il 40% dei consensi. “Isabella ha preso 10mila voti – ha detto Lepore – e lei ha portato un contributo importantissimo, il suo è stato un altro modo di ascoltare. Ci siamo sentiti a lungo e lei è ben consapevole dell’importanza di rappresentare le persone che hanno fiducia in lei”.
Il prossimo passaggio sarà la definizione di una coalizione che, sulla carta, potrebbe essere molto vasta, andando dagli ex Udc, che hanno partecipato e votato Conti, a gli esponenti di alcuni centri sociali schierati con Lepore. Passando per il Movimento 5 Stelle che si è sempre detto disponibile a sostenerlo in caso di vittoria alle primarie.

La vittoria con il 59,6%. Sarà Matteo Lepore il candidato sindaco del centrosinistra a Bologna: l’attuale assessore comunale alla cultura, infatti, ha vinto le primarie del centrosinistra del 20 giugno con il 59,6% dei voti, sconfiggendo la sindaca di San Lazzaro di Savena Isabella Conti (in quota Italia Viva), che si è fermata al 40,4%.

Lepore – iscritto al Pd, 41 anni a ottobre, assessore per dieci anni della giunta Merola – ha prevalso in moltissimi dei seggi fisici ma anche nelle votazioni online, novità assoluta di questa consultazione, conquistando il 54,8% tra i circa 4.500 votanti che nei giorni scorsi si erano registrati sulla piattaforma.

Sarà Lepore, dunque, a guidare il prossimo autunno una coalizione che dovrebbe avere già dal primo turno anche l’appoggio del Movimento 5 Stelle, che pur non partecipando alle primarie aveva annunciato di essere pronto a sostenerlo in caso di vittoria.

A Roma vince Gualtieri. “Oltre 45mila persone sono tornate a votare per scegliere il loro, il nostro, futuro. È stata una giornata bellissima. Non per me, ma per tutte e tutti noi. Perché oggi ha vinto la partecipazione. Oggi, ha vinto la Democrazia. E adesso avanti, insieme, per la rinascita di Roma”. E’ stato il commento a caldo di Roberto Gualtieri che ieri sera nello spazio elettorale allestito a via dei Cerchi ha salutato con sollievo i dati sull’affluenza alle primarie del Pd, che avevano tenuto la coalizione con il fiato sospeso fino alla chiusura delle urne. Il risultato raggiunto è in linea con l’affluenza del confronto tra Roberto Giachetti e Roberto Morassut, che nel 2016 si contesero per il Partito Democratico la sfida a Virginia Raggi. I dati definitivi hanno fissati il totale dei votanti a 48.624 schede, con Gualtieri al 60,6% delle preferenze con 28.561 voti espressi, seguito dal presidente del III Municipio Giovanni Caudo con 7.388 preferenze, il 15,6%; poi, nell’ordine, Paolo Ciani di Demos al 7,1% con 3372 voti, Imma Battaglia di Liberare Roma con 2987 voti al 6,34%, Stefano Fassina di Sinistra Per Roma al 5,5% con 2625, Tobia Zevi al 3,5% con 1663 preferenze e l’ex M5S Cristina Grancio all’1% con 497. “Ho appena parlato con Gualtieri per fargli il mio in bocca al lupo – ha dichiarato in serata Letta -. Ora con la spinta delle primarie inizia al meglio la corsa decisiva. Il popolo di centrosinistra ha dimostrato che c’è e vuole la svolta a Roma”.



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