Piazzale chiesa San Giuseppe intitolato alla suora reggiana Giovanna Ferrari

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Si intitolerà a ‘Madre Giovanna Ferrari’ il piazzale antistante la chiesa di San Giuseppe di via Fratelli Rosselli. Domenica 19 dicembre alle ore 10 si svolgerà la cerimonia di intitolazione dell’area alla suora reggiana, fondatrice a Reggio Emilia dell’ordine delle suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato e per la quale è in corso il processo di canonizzazione.

Alla cerimonia parteciperanno l’assessore del Comune di Reggio Emilia Lanfranco De Franco, il parroco della Unità pastorale Casa di Nazareth don Corrado Botti, il parroco emerito don Giuseppe Palazzi, monsignor Tiziano Ghirelli della Curia reggiana, la superiora generale dell’ordine madre Fatima Godiño, la responsabile per l’Italia suor Giampaola Rago, e le consigliere comunali Paola Ferretti e Lucia Piacentini, entrambe molto legate alla congregazione.

La presenza delle suore missionarie francescane a Reggio è di lunga data e strettamente legata alla storia del quartiere e alla parrocchia di San Giuseppe al Migliolungo. Negli anni Trenta le religiose erano “pendolari”: dalla casa di via Ferrari Bonini e da Sabbione andavano in bicicletta verso l’ex Villaggio Catellani al Migliolungo per assistere le famiglie, i bambini e i bisognosi di quel quartiere attraversato da povertà materiali e spirituali. Solo dal 1946, quando fu costruita una piccola cappella in legno per la messa domenicale, le suore ebbero un alloggio nelle vicinanze della chiesa. Nel 1952 con la costruzione della prima chiesa in muratura, furono dotate di un’abitazione con ambulatorio e, nel 1955, nacque la scuola dell’infanzia San Giuseppe, tutt’ora in attività, della quale esse si sono occupate fino al 2009. Gli oltre ottant’anni di presenza delle suore, instancabili nella visita alle famiglie, nella cura delle persone, nell’educazione dei piccoli in parrocchia e alla scuola materna, la loro stretta collaborazione con i diversi parroci che si sono succeduti negli anni, da don Giuseppe Palazzi fino all’attuale don Corrado Botti, è stata ed è fondamentale ed è rimasta nel cuore di tutti coloro che ne sono stati toccati.


Madre Giovanna Francesca dello Spirito Santo, al secolo Luisa Ferrari, nacque a Reggio Emilia il 14 settembre 1888, settima figlia del professor Giuseppe Ferrari, insegnante, poeta e letterato e di Eurosia Salami.

Insegnò all’Istituto Ciechi e fu la prima maestra del collegio-scuola “Marro” per bambini e ragazzi con problemi psichiatrici (‘oligofrenici’), accolti dal manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia. Si dedicò alla formazione delle giovani operaie, all’assistenza ai figli dei richiamati alle armi nel periodo bellico, a molteplici attività educative e di carità, sempre dando in tutto testimonianza di grande dedizione e sacrificio.

Entrata a far parte del Terz’Ordine Francescano, ne divenne prima segretaria, poi ministra provinciale. Nel 1932 a Sabbione (Reggio) aprì quella che sarà per diversi anni la Casa Madre dell’ordine.

Madre Giovanna era animata da un forte spirito missionario. I bambini, i poveri, gli infermi, gli emarginati, i più bisognosi, le parrocchie sono il campo di apostolato privilegiato delle Missionarie Francescane del Verbo incarnato, oggi presenti in Angola, Bolivia, Brasile, Italia, Uruguay, Turchia. Fino al 2015 le religiose erano presenti anche in Centrafrica.

Nella nostra Diocesi vi sono la Casa in via Ferrari Bonini e quelle di Sabbione, Villarotta di Luzzara e, per molti decenni, le suore sono state presenti a Puianello, Pieve Rossa, Sassuolo e san Giuseppe a Reggio.

Madre Giovanna Ferrari si è spenta il 21 dicembre 1984 a Casa Madonna di Fiesole e ora riposa ad Assisi presso la cappella della Casa del Noviziato.

Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro il 14 settembre 1988 la commemorò ad Assisi nel centenario della nascita, sottolineandone la fede ostinata, la combattività e nel contempo la dolcezza; l’amore totale, completo, definitivo per il Signore. Il 19 marzo 2019 Papa Francesco ha dichiarato la Serva di Dio Madre Giovanna Francesca dello Spirito Santo “venerabile” per le sue virtù eroiche.



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