Pd Nonantola: irresponsabile mozione di sfiducia verso la sindaca Nannetti

foto_Sindaco_Nannetti_784_9212

“L’interruzione della legislatura in questo momento, quando la pandemia non è ancora terminata, il pagamento dei rimborsi post-alluvione è appena iniziato e anche Nonantola è impegnata ad organizzare l’accoglienza dei profughi ucraini, avrebbe pesanti ricadute su tanti progetti e attività di interesse per tutta la collettività”, dice la segretaria Pd di Nonantola Stefania Grenzi.
Questa mattina è stata depositata una mozione di sfiducia alla sindaca di Nonantola Federica Nannetti e alla sua giunta, a firma dei gruppi consiliari Movimento 5 stelle, Nonantola progetto 2030, Nonantola libera e Una mano per Nonantola.

“La prima cosa che vorremmo chiarire – ha spiegato la segretaria Pd di Nonantola Stefania Grenzi – è che questa mozione arriva mentre il dialogo era in corso, sia a livello locale che a livello provinciale, con Una mano per Nonantola, che è stata eletta con il medesimo programma elettorale del Pd, e con Nonantola progetto 2030.

Ad Una mano per Nonantola abbiamo proposto ancora una volta di entrare in giunta, con una figura scelta da loro, che potesse essere di garanzia sia per loro che per Nonantola progetto 2030 rispetto ai temi cui sono più legati: ambiente, urbanistica, mobilità. La risposta è stata negativa, mostrando una forte contraddizione tra le lamentele di scarsa informazione e coinvolgimento, come segnalato nella mozione stessa, e il rifiuto ad un impegno diretto e alla possibilità di incidere proprio nelle materie di interesse. Si può pretendere di essere coinvolti come se si fosse in giunta, pur rifiutando ostinatamente di farne parte?

Proprio perché il dialogo era in corso e non si è mai interrotto, gli ultimatum sono scorretti e irricevibili: chiedere che sia la sindaca a dimettersi, a pena di ricevere una mozione di sfiducia non è una proposta accoglibile, perché il tema vero non è il destino della sindaca, dell’amministrazione o del Pd, ma è la responsabilità nei confronti delle cittadine e dei cittadini di Nonantola.

Sono i consiglieri di Una mano per Nonantola eletti con l’attuale sindaca, oltre che il consigliere Antonucci, ex segretario del Pd passato all’opposizione solo tre mesi dopo le elezioni comunali, che devono chiedersi se, firmando la mozione di sfiducia, stiano rispettando il mandato degli elettori che li hanno votati per portare a casa gli obiettivi scritti nel programma con cui sono stati eletti. Noi riteniamo che non sia così.

Ma la scelta di presentare una mozione di sfiducia è soprattutto una scelta grave per le conseguenze che potrà avere sul paese. Nonantola ha vissuto due anni e mezzo molto complicati, perché oltre alla pandemia ha subito un’alluvione che ha colpito oltre la metà del paese. Alluvione che è stata vista spesso come un pretesto per giustificare eventuali ritardi su altri temi, ma anche questa è la visione di chi, pur invocando il coinvolgimento, non vuole partecipare direttamente alla fatica di trovare delle vie d’uscita da situazioni gravi come quella che abbiamo vissuto il 6 dicembre 2020.

L’interruzione della legislatura in questo momento, quando la pandemia non è ancora terminata, il pagamento dei rimborsi post-alluvione è appena iniziato e anche Nonantola è impegnata ad organizzare l’accoglienza dei profughi ucraini, avrebbe pesanti ricadute su tanti progetti e attività di interesse per tutta la collettività.

Significherebbe rallentare per oltre un anno, fino alle elezioni 2023, l’operatività quotidiana di molti uffici comunali, così come l’iter dei rimborsi post-alluvione, in assenza di un’amministrazione in grado di dialogare quotidianamente con Regione e banche. Diventerebbe impossibile partecipare a nuovi bandi Pnrr o dare seguito alle candidature già avanzate o in programma (rigenerazione urbana, nuovo asilo nido, impianti sportivi, miglioramento sismico delle scuole). Si bloccherebbe il processo di approvazione del Piano Urbanistico Generale, così come l’iter di molti lavori pubblici non ancora in cantiere ma già progettati e/o finanziati. Si interromperebbero i progetti in corso di valutazione e sarebbe impossibile accedere a eventuali bandi Pnrr anche per la realizzazione di una nuova caserma, perdendo definitivamente la possibilità di avere una sul territorio. Si bloccherebbe la progettazione delle ciclabili per Modena e quella delle Partecipanze per Sant’Agata – San Giovanni. Salterebbero i nuovi bandi di concessione degli impianti sportivi e gli investimenti ad essi collegati, mettendo in seria difficoltà le associazioni sportive stesse. Salterebbero inoltre tutte le convenzioni in corso di rinnovo o in scadenza con le associazioni del terzo settore. Quale idea di responsabilità e di bene del paese c’è in tutto ciò?”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu