Pd e M5s, Consiglio Comunale di Reggio in modalità mista

Sala del Tricolore Reggio Emilia

La modalità ‘mista’ delle sedute del Consiglio Comunale in presenza e in collegamento video rappresenta un passo importante per il rispetto delle misure restrittive anti-contagio, la funzionalità istituzionale e la continuità amministrativa. Questa innovazione organizzativa e digitale può anche costituire uno strumento a sostegno della conciliazione dei tempi di vita, di lavoro e dell’attività politico-amministrativa.
Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia ha approvato il nuovo Regolamento sul funzionamento dell’assemblea dei rappresentanti cittadini, prevedendo la possibilità di ricorrere a tale modalità mista: la facoltà, a fronte di motivate ragioni, per una/un consigliera/e di collegarsi a distanza in videoconferenza alla seduta convocata in presenza in Sala del Tricolore. Si tratta di una novità assoluta per il Comune di Reggio Emilia, assunta anche da altri enti locali, frutto dell’esperienza dei consigli comunali svolti online nei mesi di crisi pandemica.

Il rapporto sull’attività del Consiglio Comunale reggiano nel 2020, presentato lo scorso gennaio, riportava alcuni dati sulle presenze dei consiglieri, evidenziando che sono state le consigliere comunali quelle che hanno registrato una presenza minore alle sedute, sebbene a fronte di un limitato numero di assenze complessive nell’anno. 28, 30 e 33 su 38 sedute sono i dati più bassi delle presenze delle consigliere in Consiglio comunale.

Ciò rende evidente come siano le consigliere donne, mediamente, ad essere più in difficoltà nella conciliazione dei tempi di vita, di lavoro, di cura e in questo caso nello svolgimento del proprio mandato amministrativo.
La modalità mista tuttavia può rivelarsi uno strumento utile a promuovere una vera democrazia paritaria, garantendo l’esercizio del mandato elettivo ricevuto, dunque la rappresentanza dei cittadini, anche alle donne elette, permettendo una gestione più agevole dei ruoli di madre, di lavoratrice e di amministratrice e talvolta caregiver verso gli anziani e/o situazioni di fragilità familiare.

Se da un parte esprimiamo soddisfazione per l’implementazione della modalità mista, che potrà andare a sostegno della conciliazione degli impegni famigliari, di lavoro e della politica, dall’altra occorre infatti sottolineare che ricorrere a tale strumento per la conciliazione dei tempi risponde anche ad una esigenza figlia di un fenomeno largamente diffuso nella società italiana, per cui i ruoli di cura famigliare spettano per la maggior parte alle donne, anche se lavoratrici.

Contemporaneamente, sarà dunque necessario da parte nostra un impegno politico per sollecitare e proporre la predisposizione di nuovi servizi e misure a sostegno della conciliazione dei tempi e promuovere una battaglia culturale per decostruire i ruoli di genere attribuiti alle donne che di fatto ancora oggi limitano fortemente le azioni nella società, la partecipazione alla vita pubblica, la possibilità concreta di agire e alimentare la democrazia paritaria, portando le esigenze delle donne nei luoghi della rappresentanza. Ciò vale oltremodo nel periodo pandemico in cui la combinazione di smart-working dei genitori e didattica a distanza per i figli crea ulteriori difficoltà nella gestione dei tempi di vita di lavoro e familiari.

Claudia Aguzzoli (PD)
Paola Soragni (Mov. 5 Stelle)
Cinzia Ruozzi (PD)
Gianni Bertucci (Mov. 5 Stelle)
Riccardo Ghidoni (PD)

 



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