Continuiamo a scuriosare negli angoli nascosti e non della nostra città. Abbiamo calpestato l’erba del parco di Piazza San Zenone (non ci sono cartelli tipo “vietato calpestare le aiuole”); ci siamo infilati, prima, in una porzione di via Del Portone per imboccare, poi, il misterioso vicolo, anche se denominata via, dedicato al pittore Alfonso Chierici, che taglia via Franchi, per sbucare dietro il palazzetto dello sport. Ignoriamo, almeno temporaneamente, via Guasco e piazza Gioberti. Giriamo a destra e iniziamo a calcare l’ultimo tratto di via Emila Santo Stefano, ci fermiamo alla Porta e ritorniamo sui nostri passi per infilarci in via Monte Pasubio, che ci saluta con una spelacchiata aiuolona, che vive all’incrocio con via Paolo Davoli (partigiano), dietro la famosa Villa Cucchi. Preso fiato, finiamo sull’ammaccato marciapiede di via San Palo per scomparire nell’arcano vicolo Leone.







Ultimi commenti
sana invidia per quelli che il prosciutto non lo mangiano ma che due fette tagliate non troppo fini le hanno sempre sugli occhi....
Fabiola ha ragione.
Mia moglie siciliana direbbe "nemici 'ra cuntintizza" (nemici della gioia, sempre a rompere le palle per qualcosa, sempre li a voler fare i bastian contrari). […]
Forse qualcuno avrebbe preferito la piazza piena per ursula o kaja con o senza javelin a spalla, di certo ci sarebbe stato più
Due giorni "fiabeschi" in cui Reggio Emilia è assurta alle cronache mondiali tutta imbellettata, linda e profumata. Ora giu' la maschera, leviamoci il cerone e […]